Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Casarano

Scatena il panico in ospedale, il paziente: “Non ricordo nulla. Pronto a risarcire”

Si è tenuto ieri mattina l’interrogatorio di Alessandro Marino, il 45enne di Casarano che, tre giorni fa, al “Francesco Ferrari”, ha inveito contro il personale, ha danneggiato computer e attrezzature mediche e azionato un estintore. Il giudice ha revocato la misura, ma resterà comunque ai domiciliari dove si trovava per altra causa

CASARANO - “Non ricordo nulla di quello che ho fatto, ma sono pronto a risarcire i danni che ho provocato”: è quanto ha raccontato ieri mattina Alessandro Marino, il 45enne di Casarano arrestato tre giorni fa per aver scatenato il panico nell’ospedale “Francesco Ferrari”: ha inveito contro gli operatori sanitari, ha danneggiato oggetti come tre computer e una stampante, e ha azionato un estintore e un idrante.  

Alla presenza dell’avvocato difensore Carlo Gervasi, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di convalida, rilasciando dichiarazioni spontanee riguardo all’episodio che gli è costato l’arresto.

ospedale Casarano-8-3Al termine del confronto, il giudice ha revocato la misura cautelare eseguita dai carabinieri della stazione locale che l’avevano bloccato nella cappella della struttura sanitaria, ma il 45enne tornerà comunque ai domiciliari, dove si trovava per altra causa.

In particolare, per il giudice per le indagini preliminari Simona Panzera, riguardo al reato di danneggiamento, non ci sono esigenze cautelari, in ragione del fatto che “le circostanze e le modalità del fatto denotano uno stato di aggressività dell’indagato riconducibile alle peculiari condizioni psicofisiche in cui giungeva nel nosocomio e dunque del tutto occasionale, e non sintomatico di una proclività a delinquere”.

L’arrestato aveva spiegato al giudice che quella sera aveva accusato un malore, dopo aver assunto mezza bottiglietta di xanax (farmaco utilizzato soprattutto nel trattamento di stati d’ansia e attacchi di panico, ndr) e tre pillole, rispetto alle quali non ha precisato altro se non che fossero “naturali”; a prestargli soccorso sarebbe stato il vicino di casa con un massaggio cardiaco e allertando il 118 che, giunto in casa, aveva provveduto ad accompagnarlo nell’ospedale di Casarano. Il vuoto di memoria partirebbe da qui, dal suo arrivo nel nosocomio fino al successivo trasferimento in quello di Scorrano.

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