Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Scatta l'ora di Loredana: a pomeriggio il sì del Pd?

L'assemblea provinciale del Pd pronta a scegliere la Capone come candidata al dopo Pellegrino: passo indietro di Blasi, richiesto da D'Alema? Pdl: ore decisive per Palazzo Carafa e per il candidato

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Scatta l'ora decisiva per il Pd salentino, in vista delle prossime provinciali di giugno: nel pomeriggio, infatti, presso la sala conferenze del centro Emmanuel, si terrà l'attesa assemblea provinciale del partito, convocata per sciogliere i "nodi" intorno al nome della candidata "in pectore", Loredana Capone. È il giorno del confronto a tutto campo tra i delegati, dopo le evoluzioni (o involuzioni, dipende da che punto di vista si guardi il tutto) delle ultime settimane: sul tavolo la questione primarie, dopo l'autoconvocazione dal basso dei simpatizzanti Pd alle Officine culturali Ergot e il caso Blasi. Ma chi si aspetta un duro faccia a faccia, stando alle indiscrezioni dei ben informati, potrebbe rimanere deluso, visto che nelle ultime ore, in tutte le componenti del partito, sembrano essersi fatte largo le ragioni dell'unità.

E anche Blasi, pur ribadendo la propria contrarietà al discutibile metodo di selezione della leadership nel centrosinistra, dovrebbe fare un passo indietro, senza cavalcare lo scontro e segnare uno "strappo": determinante sarebbe stata una chiamata dell'ex ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, che avrebbe chiesto al sindaco di Melpignano di perpetrare la causa del centrosinistra, in un momento storico favorevole alla coalizione, certamente più avvantaggiata sulle scelte rispetto agli avversari del centrodestra. Via libera definitivo, dunque, a Loredana Capone? Probabilmente sì, ma senza alcuna incoronazione trionfale, sottolineando, dunque, le contraddizioni del centrosinistra e la convergenza su un metodo da assimilare e fare proprio per il futuro della stessa coalizione. Basterà comunque attendere qualche ora per verificare l'effettiva pace ritrovata nel centrosinistra. Se così fosse, la Capone potrebbe già iniziare la propria campagna elettorale con notevole anticipo rispetto al centrodestra, ancora in alto mare sul nome per Palazzo Celestini.

E nel centrodestra, del resto, continua a tener banco il "caso Poli": dopo l'addio in lacrime ad An e il lancio con successo del movimento per il Sud, sono ore decisive anche per i destini della coalizione di governo di Palazzo Carafa, dove in queste ore è attesa una giunta molto calda che dovrà discutere del bilancio cittadino, con il primo vero faccia a faccia tra il sindaco, Paolo Perrone, e la senatrice. Il primo cittadino era stato chiaro, sottolinenando nei giorni scorsi che chiunque alle prossime provinciali non avesse intenzione di sostenere la campagna elettorale del centrodestra, sarebbe inevitabilmente escluso dalla maggioranza leccese. Il clima non è ideale, dunque, ma probabilmente anche questa volta, salvo colpi di scena dell'ultima ora, non ci saranno evoluzioni significative: le scelte, al momento, sembrano delegate ai vertici del Pdl provinciale, che dovrà ancora valutare attentamente quali saranno i risvolti dell'azione politica avviata dall'eurolady. Fuori da Palazzo Carafa, non arrivano certo segnali di distensione, soprattutto dopo la prova di forza di "I love Sud", movimento forse sottovalutato dal centrodestra e che, invece, alla sua presentazione, ha raccolto un importante consenso di pubblico.

Certo, l'entusiasmo delle prime ore può essere fallace, ma è certo che il centrodestra salentino, da ieri, non dorme più sogni tranquilli. Ed è platealmente venuta meno l'indiscrezione di chi evidenziava l'avvio di trattative tra la Poli e i vertici di Forza Italia, per cercare di ricucire: il discorso di domenica della Poli e gli attacchi al centrodestra di governo hanno fugato i dubbi. La dimostrazione più chiara arriva dalle parole di Roberto Tundo che paragona le parole della Poli a quelle di un componente del centrosinistra.


In generale, però, nel centrodestra resta soprattutto da trovare una sintesi sulla candidatura per Palazzo Celestini: un nome forte potrebbe rinserrare le fila, nome, che, però, al momento, non sembra esserci. Sul tavolo resta in attesa la nomination di Gianni Garrisi, ancora disponibile a farsi carico della leadership della coalizione, per provare a conquistare la provincia. Altre ipotesi restano quelle di personaggi provenienti dalla società civile. Chissà che proprio le mosse recenti della lady di ferro e la imminente investitura della Capone nel centrosinistra non convincano il Pdl a stringere i tempi e a fornire l'indicazione che il proprio elettorato attende con ansia.

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