Scende dal traghetto con documento rubato in Comune nel 2014: arrestato

Un 25enne algerino è stato arrestato dalla polizia di frontiera a Brindisi. Negli slip, oltre al documento italiano scomparso da Lecce, anche uno spagnolo

Il porto di Brindisi (BrindisiReport)

BRINDISI – Negli indumenti intimi aveva anche una carta di identità italiana, con tanto di foto e generalità, risultato uno dei documenti in bianco rubati due anni addietro nell’Ufficio anagrafe del Comune di Lecce, nell'estate del 2014. Un ragazzo di nazionalità algerina è stato arrestato, dopo l’inquietante scoperta, una settimana addietro, dalla polizia di frontiera del porto di Brindisi. Si tratta di Sam Alhashmy, di 25 anni, che ha dapprima esibito un passaporto francese.

Dai successivi controlli, però, è emerso che il 25enne aveva nascosto negli slip una carta di identità italiana con su apposta la sua foto e generalità di un italiano, che è risultata  essere alterata e parte di uno stock di documenti rubati in bianco nel capoluogo salentino, e di una carta di identità elettronica spagnola, risultata genuina, anche questa con generalità ed effige diversa.

L’arresto è scattato nella mattinata del 19 ottobre, quando i controlli nel porto della città adriatica, da parte della polizia di frontiera e della Digos, sono stati estesi ai passeggeri che stavano sbarcando da un traghetto proveniente da Igoumenitsa, in Grecia. A finire nella rete della polizia, una Peugeot 806 con targa francese, sulla quale viaggiavano anche una ragazza e, appunto, il 25enne.

Quest’ultimo, che non ha voluto fornire spiegazioni circa il possesso dei documenti, è stato fotosegnalato e tratto in arresto per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi e ricettazione ed è tuttora sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere dopo la convalida del gip. I cittadini francesi, che hanno dichiarato di aver conosciuto l’algerino in Grecia, e di avergli offerto un passaggio, al termine dei controlli, che hanno avuto esito negativo, hanno proseguito il loro viaggio verso la Francia. Ulteriori indagini sono ora in corso, per ricostruire il "viaggio" di quel documento partito da Lecce in bianco, e finito nelle mani di un cittadino algerino.

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