Schede dei pazienti bruciate nei campi, l'Asl teme un furto in ospedale

L'amministrazione sanitaria fa sapere di essere in regola con le procedure per la tenuta, archiviazione e scarto della documentazione. Replica anche sul ritrovamento di un insetto

Uno dei fogli bruciacchiati.

LECCE – L’Asl risponde oggi con una nota ufficiale alla vicenda per la quale è aperta un’inchiesta della Procura di Lecce che riguarda il ritrovamento di documentazione nelle campagne di San Donato. Si tratta, nello specifico, di centinaia di schede di pazienti dell'ospedale “Vito Fazzi”, in particolare oncologici.

Come siano finiti lì, non è chiaro, ma l’Asl tiene a garantire di essere “da tempo in regola con le procedure per la tenuta, archiviazione e scarto della documentazione sanitaria in suo possesso, in conformità alla normativa vigente sulla privacy e alla regolamentazione sul massimale di scarto, così come indicato dalla sovrintendenza archivistica della Puglia”.

“Tutte le strutture aziendali seguono ordinariamente la procedura prescritta”, aggiunge l’Azienda sanitaria locale. “In merito all'episodio in questione, la direzione aziendale, non potendo escludere un'azione di natura dolosa, ha avviato una verifica interna con l'obiettivo di appurare eventuale sottrazione di originali o di copie di documentazione sanitaria”.

Quei documenti, come detto, sono stati trovati nelle campagne di San Donato di Lecce. Il sindaco del paese, Ezio Conte, si trovava in campagna con l’assessore al Verde, Tommaso Grande, per verificare l’eventuale esistenza di discariche abusive. E i due amministratori comunali, con estrema sorpresa, si sono ritrovati davanti a materiale cartaceo al quale qualcuno aveva appena dato le fiamme, chiamando la polizia locale.  

E’ invece di ieri, presso l’ospedale “Vito Fazzi”, la notizia del ritrovamento di un insetto all'interno di un contorno di verdura cotta di una paziente. Nello specifico, un coleottero e non uno scarafaggio, come si era pensato in un primo momento. “E’ stata avviata immediatamente la procedura prevista per il controllo della qualità dell'alimento specifico e del servizio di ristorazione”, spiega l’Asl.
“I controlli sono stati effettuati dal Servizio igiene degli limenti e della nutrizione (Sian) e non sono state riscontrate anomalie nei locali né nei processi produttivi di preparazione delle verdure”.

“Il Sian – prosegue la nota - ha anche avviato contestualmente l'iter per riconoscere la specie di appartenza dell'insetto, accertando che si tratta di un coleottero e non di uno scarafaggio. Ciò – spiega l’Asl - fa presumibilmente ritenere che il coleottero sia rimasto intrappolato durante la lavorazione della materia prima (pulizia ed imbustamento della verdura)”.

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L’Azienda sanitaria locale conclude assicurando che “il Dipartimento di prevenzione esegue controlli periodici costanti nelle cucine vigilando sulla corretta preparazione degli alimenti”.

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