Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Corigliano d'Otranto

Scheletro del padre custodito in casa, disposta una “nuova” perizia psichiatrica

Inizieranno il 25 luglio, stavolta su incarico della giudice Valeria Fedele, gli accertamenti sul 57enne di Corigliano d'Otranto accusato di occultamento di cadavere, truffa e utilizzo indebito di carta di credito

CORIGLIANO D'OTRANTO - Ci sarà una nuova perizia psichiatrica nei riguardi di Luigi Roberto Caracciolo, il 57enne di Corigliano d’Otranto accusato di aver nascosto il corpo del padre deceduto Antonio, di 83 anni, per continuare a riscuotere la sua pensione.

A disporre l’accertamento è stata questa mattina la giudice del tribunale di Lecce Valeria Fedele, nell’udienza preliminare finalizzata a discutere la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal sostituto procuratore Luigi Mastroniani.

Le operazioni peritali inizieranno a partire dal prossimo 25 luglio e sono state affidate allo psichiatra Elio Serra che illustrerà i risultati alla giudice e alle parti nella prossima udienza fissata per il 22 ottobre. L’esperto avrà il compito di valutare la capacità di intendere e di volere, la capacità di stare in giudizio e la pericolosità sociale dell’imputato che risponde oltre che di  occultamento di cadavere, anche di truffa aggravata all'Inps per una somma totale di circa 10.900 euro (pari a 604 euro mensili per il periodo che va dal settembre del 2021 al 15 marzo del 2023) e di utilizzo indebito di carte di credito.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Fabrizio Ruggeri, si è riservata sulla decisione di nominare un consulente di parte.

Intanto, l’uomo, dal 10 gennaio scorso, è ricoverato in una Comunità riabilitativa assistenziale, dove è sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, in ragione dell’esito della perizia già svolta per conto della Procura che accertò la sua seminfermità mentale e l’incapacità di stare in giudizio.

A disporre questo primo accertamento fu lo stesso pm Mastroniani, titolare del fascicolo, all’esito dell’interrogatorio (qui i dettagli), durante il quale il 57enne negò fermamente la circostanza che quello scheletro fosse del padre, raccontando che questi si trovasse in Svizzera.

Circostanze naturalmente smentite dal test sul dna che confermò l’identità del corpo trovato nel vano cucina della sua abitazione, avvolto in lenzuola e coperte, tra due lettini da spiaggia legati tra loro con corde elastiche.

Fu questa la macabra scoperta fatta il 12 marzo del 2023 dai carabinieri che constatarono come la stanza fosse adeguatamente aerata, sia grazie alla finestra lasciata aperta che tramite un ventilatore posizionato di fronte al cadavere. Non solo. Il bagno adiacente era stato attrezzato di una lampada insetticida, in modo da contrastare la proliferazione degli insetti.

Inizialmente tra i reati ipotizzati a carico di Caracciolo c’era anche quello di omicidio volontario, poi “caduto” a seguito degli accertamenti medico-legali dai quali non emersero riscontri tali da suggellare tale possibilità.

A dare il via all’inchiesta furono i sospetti della polizia locale di Corigliano d’Otranto che, dopo aver cercato invano di notificare un atto di messa in sicurezza dell’immobile all’83enne, e dopo diverse ricerche andate a vuoto, interpellò la magistratura.

LeccePrima è anche su Whatsapp. Seguici sul nostro canale.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scheletro del padre custodito in casa, disposta una “nuova” perizia psichiatrica
LeccePrima è in caricamento