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Cronaca Corigliano d'Otranto

Lo scheletro del padre nascosto in casa e lui riscuoteva la pensione: chiuse le indagini

Notificato l'avviso di chiusura dell'inchiesta per il 56enne di Corigliano d'Otranto finito al centro della macabra vicenda venuta allo scoperto il 12 marzo scorso. Attualmente l'uomo è in una Crap, sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata

CORIGLIANO D'OTRANTO - Sono state chiuse le indagini preliminari nei riguardi di Luigi Roberto Caracciolo, il 56enne di Corigliano d’Otranto accusato di aver nascosto il corpo del padre deceduto Antonio, di 83 anni, per continuare a riscuotere la sua pensione.

Risponde quindi di  occultamento di cadavere, di truffa aggravata all'Inps per una somma totale di circa 10.900 euro (pari a 604 euro mensili per il periodo che va dal settembre del 2021 al 15 marzo del 2023) e di utilizzo indebito di carte di credito.

Intanto, l’uomo, dal 10 gennaio scorso, è ricoverato in una Comunità riabilitativa assistenziale, dove è sottoposto alla misura di sicurezza della libertà vigilata, in ragione dell’esito della perizia svolta per conto della Procura che accertò la sua seminfermità mentale e l’incapacità di stare in giudizio.

Ogni sei mesi, Caracciolo sarà quindi sottoposto a monitoraggi sulle sue condizioni di salute, anche ai fini di un eventuale processo.

A disporre la perizia psichiatrica era stato il pubblico ministero Luigi Mastroniani, titolare del fascicolo, all’esito dell’interrogatorio (qui i dettagli), durante il quale il 56enne negò fermamente la circostanza che quello scheletro fosse del padre, raccontando che questi era  in Svizzera.

Circostanze naturalmente smentite dal test sul dna che confermò l’identità del corpo trovato nel vano cucina della sua abitazione, avvolto in lenzuola e coperte, tra due lettini da spiaggia legati tra loro con corde elastiche.

Fu questa la macabra scoperta fatta il 12 marzo scorso dai carabinieri che constatarono come la stanza fosse adeguatamente aerata, sia grazie alla finestra lasciata aperta che tramite un ventilatore posizionato di fronte al cadavere. Non solo. Il bagno adiacente era stato attrezzato di una lampada insetticida, in modo da contrastare la proliferazione degli insetti.

Inizialmente tra i reati ipotizzati a carico di Caracciolo c’era anche quello di omicidio volontario, poi “caduto” a seguito degli accertamenti medico-legali dai quali non emersero riscontri tali da suggellare tale possibilità.

A dare il via all’inchiesta furono i sospetti della polizia locale di Corigliano d’Otranto che, dopo aver cercato invano di notificare un atto di messa in sicurezza dell’immobile all’83enne, e dopo diverse ricerche andate a vuoto, interpellò la magistratura.

L'indagato è difeso dall'avvocato Fabrizio Ruggeri.

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