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Cronaca

"Voglio esame per il mal di testa". Primario gli indica iter ma lui lo prende a pugni

Un uomo, nella mattinata di ieri, ha raggiunto il reparto di Neuroradiologia, per una forte cefalea, senza passare dal pronto soccorso. Il medico ha provato a spiegargli che avrebbe dovuto presentare richiesta al piano terra, ma si è visto arrivare colpi al volto. Il responsabile si è poi dileguato

LECCE – Non è di certo la prima volta. Un paziente dell’ospedale “Vito Fazzi” prende a ceffoni un medico e poi si dilegua. La notizia, poi divulgata da sanitasalento.net., ha fatto subito il giro dei reparti e dei corridoi del nosocomio del capoluogo salentino.

L’episodio è avvenuto intorno alle 11 di ieri mattina, nel reparto di Neuroradiologia. Un uomo, in visita, stava per essere sottoposto alla risonanza magnetica per una forte emicrania. Ma non conosceva, evidentemente, il giusto iter. Ha provato dapprima il tecnico del laboratorio a spiegargli le tappe da seguire. Poi è toccato al  primario, F.L. Quest'ultimo ha invitato l’uomo a seguire la prassi corretta: ossia rivolgersi dapprima al pronto soccorso, per poi farsi fare la richiesta della Tac. Il paziente era infatti sì in possesso di una prescrizione medica, ma non aveva effettuato alcuna prenotazione. Non era tenuto quindi a presentarsi direttamente nei locali del reparto.

Per cefalee urgenti, infatti, la sanità prevede che il paziente venga sottoposto alla Tac, e non alla risonanza, per scongiurare eventuali complicazioni. Quando il medico ha però avvertito l’uomo dell'iter e dei costi dell'esame sanitario, questi è andato su tutte le furie. Si è scagliato contro il primario, e lo ha preso a pugni in pieno volto. Alla fine, è stato il primario a doversi sottoporre alle cure dei suoi colleghi del pronto soccorso. Ha rimediato una ferite alle labbra e un ematoma allo zigomo, che guariranno nel giro di 20 giorni. Vista la prognosi, scatterà la denuncia d'ufficio nei confronti del responsabile, al momento ignoto, che dovrebbe avere un'età compresa tra i 30 e i 35 anni. Oltre alle videocamere del nosocomio, e alle testimonianze, determinanti per le indagini potrebbero rivelarsi anche le prescrizioni rilasciate dagli studi medici di base della provincia, dai quali potrebbe emergere, a stretto giro, il nome del responsabile, riuscito a fuggire dopo aver sferrato almeno due pugni.

Un episodio che rappresenta soltanto il primo di una lunga lista. Non è di certo la prima occasione, infatti, in cui gli stessi degenti, o i parenti di questi ultimi, inveiscono e minacciano medici , infermieri, o il personale del 118. Circa una settimana addietro, per citare uno degli ultimi episodi, un uomo si è svegliato nell’ospedale di Lecce, dopo essere stato soccorso in uno stato quasi di coma etilico, e ha cominciato ad inveire contro i sanitari dopo essersi sfilata la flebo dal braccio. E' stato  calmato nel giro di alcuni istanti dai poliziotti. Ma in passato sono numerosi i fatti che si sono alternati tra i corridoi della struttura, in cui i dipendenti chiedono ora di poter lavorare con più serenità e in totale sicurezza.

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