Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Schiaffi all'arbitro, nuovi guai per il genitore: denunciato per lesioni personali

L'uomo, 50enne di Corigliano, agente della penitenziaria in pensione, era già indagato per reati inerenti le violazioni nelle manifestazioni sportive. La denuncia di parte dell'arbitro aggredito durante la gara di giovanissimi fra Tricase e Sogliano fa scattare una nuova segnalazione

@TM News/Infophoto

CORIGLIANO D’OTRANTO - Nuovi guai per il 50enne di Corigliano d’Otranto, già indagato per violazioni nei campi sportivi, dopo aver scavalcato una recinzione per rifilare alcuni schiaffi a un arbitro di 17 anni della sezione di Casarano dell’Aia, non essendo d’accordo con una sua decisione assunta nel pieno di un acceso confronto fra squadre della categoria giovanissimi.

L’uomo, pensionato, ex agente della polizia penitenziaria, era già stato indagato dai carabinieri della compagnia di Tricase (i fatti si sono verificati a Montesano Salentino), per scavalcamento di recinzioni e turbativa di manifestazioni sportive.

Nelle scorse ore, però, proprio per quegli schiaffi, è arrivata una nuova denuncia, e questa volta per lesioni personali. L’arbitro, infatti, dopo aver interrotto la gara ed essere stato accompagnato in ospedale, al “Cardinale Panico” di Tricase, aveva riportato una prognosi di tre giorni. Una vicenda, quella dell’aggressione materiale, per la quale si poteva eventualmente agire solo su querela di parte, non avendo la prognosi superato i canonici ventuno giorni. E così è stato.

La vicenda è avvenuta la mattina di domenica scorsa, 2 novembre. L’uomo è genitore di un ragazzo di 14 anni che milita nel Sogliano Cavour. Quest’ultima formazione era quel giorno in gara contro il Tricase, che aveva chiuso la prima frazione per tre reti a zero.

Sfidando la sorte, il Sogliano era però rientrato in campo con un altro piglio: recuperati due gol, la gara si era infiammata improvvisamente, fino a essere interrotta proprio dallo scavalcamento del genitore del giovane militante nella squadra che stava sfiorando l’impresa di raggiungere il pari. Non convinto di una decisione del direttore di gara, aveva scatenato la sua rabbia malmenandolo davanti agli occhi attoniti del pubblico e degli stessi giocatori, provocando anche una ferma reazione del figlio, il primo a chiedere pubblicamente scusa a tutti per quanto avvenuto.

La storia aveva conquistato gli altari della cronaca anche per una (brutta coincidenza). Era arrivata a distanza di pochi giorni da un altro censurabile episodio, ovvero un’altra aggressione a un giovane arbitro consumatasi durante la gara del campionato di seconda categoria fra Atletico Cavallino e Cutrofiano, con un’amara postilla conclusiva: le sconclusionate dichiarazioni dell’ormai ex presidente della squadra di casa che aveva giustificato la violenza.  

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