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Ingresso del Comune di Carmiano.

Ingresso del Comune di Carmiano.

Rischio di condizionamenti mafiosi: Comune di Carmiano commissariato

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Viminale, ha deliberato lo scioglimento dell'assise cittadina a pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato del sindaco Giancarlo Mazzotta

CARMIANO – Il Consiglio dei Ministri ha deliberato in serata lo scioglimento dell’assise comunale di Carmiano per il rischio di infiltrazioni mafiose. Stessa sorte per il Comune di Africo, in provincia di Reggio Calabria.

Il governo ha dunque avallato, su proposta del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, gli esiti dell’articolata istruttoria della commissione insediata dalla prefettura di Lecce. Finisce dunque a pochi mesi dalla scadenza naturale il mandato del sindaco Giancarlo Mazzotta che risulta peraltro tra i rinviati a giudizio nel procedimento che vede al centro il rinnovo del consiglio di amministrazione della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto.

Una vicenda, quella, esplosa nel 2014, alla quale si sono affiancate altre inchieste che hanno messo in evidenza – come del resto documentato nelle relazioni semestrali della Direzione Investigativa Antimafia – la forza del clan Tornese, egemone sulla zona del Salento nord-occidentale. Nell’ottobre del 2018 il collaboratore di giustizia, Tommaso Montedoro, ha dichiarato di aver incontrato il primo cittadino per parlare d’affari. Mazzotta ha smentito quelle parole e, più in generale, si è detto estraneo a tutte le accuse per le quali è indagato.

Con lo scioglimento del consiglio comunale di Carmiano, sono tre i municipi della provincia di Lecce considerati in odor di mafia: gli altri sono Surbo e Sogliano Cavour, al momento. Per Scorrano, invece, è in pieno corso l’attività d’accertamento.

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