Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Mobilitazione Usb contro le linee guida sanitarie. “Salviamo Sanitaservice”

Giornata di sciopero su scala regionale con presidio a Bari per protestare contro il mancato passaggio al tempo pieno e la mancata internalizzazione di alcuni servizi. Tutti in piedi i nodi delle società in house, il sindacato scrive a Vendola chiedendo un confronto

Sciopero Usb a Bari.

LECCE – Ennesima giornata di mobilitazione per i lavoratori delle Sanitaservice pugliesi. Ad incrociare le braccia oggi sono stati, addirittura, tutti i dipendenti delle società in house costituite nelle varie aziende sanitarie allo scopo di assumere direttamente il personale in servizio presso le ditte esterne.

Le ragioni dello sciopero sono annose e ormai note: la mancata modifica delle linee guida regionali che potrebbero comportare l'esternalizzazione di alcuni servizi già affidati alle Sanitaservice ( come il servizio informatico e manutenzione del verde presso l’azienda sanitaria leccese); il mancato passaggio a tempo pieno di tutti dipendenti ancora fermi al part-time; la mancata internalizzazione di alcuni servizi ( nello specifico quello delle pulizie a Taranto e Brindisi, il servizio emergenza urgenza 118, il facchinaggio e via dicendo. I lavoratori, rappresentati dal sindacato Usb, hanno organizzato anche un presidio sotto la sede della giunta regionale, occupando nuovamente il lungomare Nazario Sauro a Bari.

Ed anche questa volta l’adesione alla giornata di mobilitazione è stata ampia: solo da Lecce sono partire 200 persone che si sono avvalse dei mezzi messi a disposizione dall’Unione sindacale di base per raggiungere il capoluogo barese.  Il “ritorno al passato” nell’ambito dei servizi sanitari, ripetutamente denunciato dagli esponenti di Usb, è divenuto l’oggetto di una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Di seguito il testo: “Usb è un’organizzazione sindacale che ha dimostrato di essere maggiormente rappresentativa nel mondo del lavoro e questo perché è presente in quasi tutti i settori della produzione (pubblico e privato) con migliaia di iscritti solo in Puglia. La nostra indipendenza dai partiti e dai datori di lavoro è provata da tutta la nostra storia e questa provoca conflittualità nei rapporti sindacali con aziende e istituzioni pubbliche (soprattutto regionali e nazionali che subiscono grosse influenze politiche), ma di questo non ce ne facciamo un cruccio in quanto siamo fermamente convinti che solo con il conflitto (capitale/lavoro) i lavoratori possano riconquistare quanto negli ultimi trent’anni gli è stato tolto con la perdente politica sindacale “concertativa” funzionale unicamente alle “regole” del “libero” mercato”.

 “Nel settore pubblico la nostra lotta sindacale è sempre stata (e a maggior ragione in Puglia) quella contro la precarietà e contro i servizi esternalizzati dalla Pa – prosegue la missiva -.  Usb ha condiviso con lei la soluzione della “reinternalizzazione” dei servizi, prima esternalizzati, di Pulizia, ausiliariato, portierato, parte del 118, Ced e tanti altri e pensavamo che le internalizzazioni dovessero continuare in maniera inarrestabile su tutto il territorio visto, tra l’altro, che oltre a migliorare le condizioni salariali e normative dei Lavoratori interessati, hanno dimostrato che la gestione in proprio di quei servizi produce un risparmio per le casse delle Asl  e le tasche dei cittadini utenti”. 

“Evidentemente non abbiamo tenuto conto della forza delle lobby degli imprenditori italiani e pugliesi che con le loro continue e interessate pressioni, nei confronti della sua giunta,  sono riuscite a far approvare una delibera regionale sulle linee guida delle società in house a cui manca solo la data di scadenza delle Sanitaservice pugliesi. Noi non ci saremmo mai aspettati  che nella regione da lei diretta, potessero vincere coloro che con i servizi esternalizzati si sono arricchiti (alcuni anche illecitamente) sullo sfruttamento dei lavoratori – si legge ancora -.   È da tempo che le stiamo chiedendo un incontro sia per quanto detto sopra che per capire i motivi dell’ostracismo nei confronti dei lavoratori  iscritti al nostro sindacato da parte sua e della sua giunta”.

“A più riprese abbiamo chiesto di far parte del tavolo di discussione sui fondi europei e qualcuno all’interno della sua giunta continua ad ignorare la nostra richiesta ben sapendo che le normative europee vincolano l’erogazione degli stessi fondi ad una corretta procedura di consultazione-programmazione con tutti coloro che lo richiedono e che abbiano interessi collettivi – prosegue Usb -.  Martedì 15 aprile saremo con i lavoratori delle società in house sotto la sua sede istituzionale, con l’unico intento di porre fine ad una mostruosità come quella delle nuove linee guida, ormai sconfessate dalla legge di stabilità 2014, che ha cancellato tutte quelle norme suicida previste della spending review e che invece le linee guida regionali della Puglia hanno recepito. Ma saremo sotto la sua presidenza anche per ribadire che la democrazia, di cui anche la componente  sindacale è un aspetto indispensabile,  non è prerogativa solo di chi firma contratti e leggi a perdere per i lavoratori ed i cittadini, ma è prerogativa di tutti coloro che, applicando i dettami costituzionali, si organizzano per migliorare le  condizioni di vita e di lavoro”.

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