Cronaca

Sciopero in Fiat Cnh: operai incrociano le braccia

Tutto fermo per quattro ore nello stabilimento leccese a causa del mancato pagamento dei premi di produttività per l'anno in corso. "Altro che crisi", secondo i sindacati invece la produttività è alta

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LECCE - Sciopero di quattro ore degli operai, questa mattina, nello stabilimento Fiat Cnh di Lecce con una buona adesione, secondo le fonti delle sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm e Fismic.

I motivi dell'astensione forzata sono legati al mancato saldo del Premio di risultato per il 2011 che l'azienda doveva corrispondere ai lavoratori nel mese di Luglio, così come previsto dall'accordo firmato nel 2009 tra il colosso torinese e i sindacati Cisl e Uil.

"I premi di risultato prevedono una quota stabilizzata in busta paga di 150 euro mensili e un premio variabile che va dai 600 agli 800 euro - precisa Sergio Calò della Cisl - questa volta non è stato pagato il variabile perché secondo l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, gli stabilimenti italiani non hanno raggiunto buoni guadagni".

Una precisazione va però fatta, in merito alla sede leccese di Cnh specializzata nella produzione di macchine movimento terra da destinare a cave, miniere e cantieri: in totale controtendenza rispetto alla sbandierata crisi, la il ritmo di produttiva sarebbe molto sostenuto.

Ne sono prova inconfutabile i dati sciorinati dal sindacalista: la produzione di macchine ha raggiunto a quota 7.500 nell'anno in corso a fronte delle 2.500 iniziali, di cui la parte più consistente è destinata al mini escavatore "Terna".

"Lo stabilimento salentino sta fatturando con un certo margine di profitto " continua Calò, sostenuto anche dal segretario Fiom, Salvatore Bergamo che spiega: "l'azienda è uscita dalla crisi l'anno scorso e gli operai non sono più in cassa integrazione, l'attività è ripresa a pieno regime e non c'è niente che giustifichi il mancato pagamento del saldo".


Del resto, si interroga la Fim- Cisl, "com'è possibile che i funzionari e dirigenti di fascia medio alta, abbiano ottenuto un premio di produzione tra i 3 mila e gli 8 mila euro?". In altre parole, se la crisi c'è, sarà per tutti. Ma la domanda suona retorica.

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