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Gli striscioni davanti alla prefettura.

Gli striscioni davanti alla prefettura.

Scioperano le guardie giurate di Securpol Security. Doppio sit-in per reclamare pagamenti

I dipendenti dell’istituto di vigilanza denunciano sia ritardi nell’erogazione dello stipendio che un ritmo di lavoro “massacrante” che non rispetta i tempi di riposo. Usb ha presentato un esposto in procura, la prefettura intenzionata a revocare la licenza

LECCE – Raddoppia la protesta dei dipendenti di Securpol Security che, questa mattina, hanno organizzato due sit-in: uno presso la prefettura di Lecce e l’altro davanti alla sede della direzione generale della Asl.

Le guardie giurate hanno aderito massivamente allo sciopero indetto dall’Unione sindacale di base per lamentare gli annosi problemi che si trascinano all’interno dell’azienda che si occupa di sorveglianza privata per conto terzi: licenziamenti “ingiustificati”; contestazioni disciplinari per violazioni “inesistenti”; tardati e mancati pagamenti degli stipendi; scarso rispetto dei riposi settimanali e dell’orario di lavoro; imposizione di turni definiti “massacranti”.

Il mancato rispetto di questi diritti è stato oggetto di ripetute contestazioni da parte dei lavoratori e di Usb, in particolare, che ha presentato anche un esposto presso la procura della Repubblica di Lecce. Una buona fetta delle stesse guardie giurate, 30 persone che prestavano servizio su appalti affidati all’istituto di vigilanza ed estranei ai servizi Asl, si è persino licenziata “per giusta causa” perché non percepiva lo stipendio dal mese di luglio 2015.

“Queste dimissioni di massa hanno messo in stato di allerta la stessa Inps che ha aperto un’inchiesta e avvisato la guardia di Finanza”, ha spiegato il sindacalista Gianni Palazzo al margine della manifestazione. Nel corso della mattinata Usb ha incontrato, per l’ennesima volta, il capo di gabinetto della prefettura, Guido Aprea, cui ha consegnato il dettagliato esposto presentato all’autorità giudiziaria tre giorni addietro.

Le problematiche relative all’appalto della Asl di Lecce appaiono importanti, così come spiegato dallo stesso Palazzo: “Securpol non rispetta il riposo di 11 ore obbligatorio tra un turno e l’altro. Il sindacato è intervenuto chiedendo all’ispettorato del lavoro di verificare se i turni dei dipendenti fossero conformi alle norme di legge. Riteniamo che vi siano state anche delle violazioni della normativa sul lavoro e di ciò abbiamo anche informato lo Spesal. Le nostre denunce hanno avuto sostanziale riscontro: Dtl e Spesal hanno inviato due relazioni, sia alla prefettura che alla procura, in cui ravvisano dei presunti reati commessi dall’istituto di vigilanza”.

securpol-2La risposta della prefettura è stata piuttosto incisiva: “Aprea ci ha detto che stanno predisponendo tutta la documentazione necessaria a revocare la licenza di Securpol Security: licenza necessaria per proseguire il servizio di vigilanza sui numerosi appalti ottenuti dall’azienda in provincia di Lecce”. Nel caso specifico della Asl di Lecce, le guardie giurate (27 in tutto) lamentano un ritardo nel pagamento dello stipendio di ottobre 2015. Ma i nodi da sciogliere appaiono numerosi ed il sindacato si è rivolto spesso ai vertici dell’azienda sanitaria.

Il direttore generale, Giovanni Gorgoni, stando a quanto riferisce Palazzo, aveva parlato della possibilità di non prorogare il servizio sui lotti 1 e 2 allo scadere dell’appalto, affidando il compito alla seconda azienda vincitrice della gara. E questo perché “Securpol impiega anche personale che non aveva diritto ad entrare nell’appalto in virtù della clausola sociale”, puntualizza il sindacalista.

Oggi, però, scadevano i termini e nulla è cambiato. “Questa mattina, dopo il presidio in prefettura ci siamo spostati verso via Miglietta – prosegue Palazzo – dove abbiamo incontrato il direttore amministrativo, Vito Gigante,  che ha assicurato la propria disponibilità a verificare, insieme all’area gestione del patrimonio, la possibilità di procedere con la revoca dell’appalto”.

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