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Cronaca

Scippi in città, l’arrestato confessa: “Sono ricaduto nel tunnel della droga”

Durante l’interrogatorio di garanzia, il 31enne di San Cesario di Lecce ha chiesto scusa alle vittime e si è attribuito un altro colpo che non era contestato nell’ordinanza di custodia cautelare

LECCE - Ha confessato Mirko Fiordiso, il 31enne residente a San Cesario di Lecce in carcere da due giorni con l’accusa di aver scippato due donne e di aver tentato un altro colpo, in poche ore, nel capoluogo e nei comuni vicini. Non solo. Questa mattina, durante l’interrogatorio di garanzia l’uomo (già noto alle forze dell'ordine per precedenti specifici e per vicende legate a sostanze stupefacenti), si è attribuito anche la responsabilità in un altro episodio analogo che non gli veniva contestato nell’ordinanza di custodia cautelare.

Nel confronto col giudice Marcello Rizzo, alla presenza dell’avvocata Renata Minafra, l’indagato ha chiesto scusa a tutte le vittime, spiegando di aver agito perché fuori di senno, in ragione del fatto che dopo un lungo periodo di disintossicazione, era ricaduto nel tunnel della droga, soprattutto cocaina.

Fiordiso è stato identificato grazie a indagini “lampo” svolte dagli agenti delle volanti e dalla mobile: dopo una prima visione dei filmati di sorveglianza delle zone e dal video filmato col cellulare da una passante, la conferma del suo coinvolgimento arrivò qualche ora dopo l’ultima azione, quella del 16 marzo, a Lequile. Qui, a bordo di un ciclomotore Piaggio Liberty nero, impiegato anche nei due episodi avvenuti il giorno prima, strappò la borsa (con all’interno denaro, documenti personali e uno smartphone) a una signora, facendola cadere al suolo.

I poliziotti piombarono così nel suo appartamento e fu lo stesso 31enne a consegnare le chiavi dello scooter, intestato alla madre, parcheggiato nel cortile dell’abitazione. Non solo era dello stesso modello di quello usato dal malvivente e senza targa identificativa, ma c’era un particolare comune e inconsueto ai due mezzi che di certo non sfuggì agli investigatori: la sella era ricoperta da una busta di plastica nera. Ma non finisce qui. All’anulare della mano destra, Fiordiso aveva un anello, proprio come il conducente del ciclomotore inquadrato dagli “occhi elettronici”.

Durante la perquisizione, furono sequestrati anche gli indumenti simili a quelli indossati dal malvivente, in particolare un giubbotto scuro, delle scarpe nere con para bianca e il casco.

I reati contestati sono di tentato furto con strappo e lesioni in merito al primo episodio, avvenuto, intorno alle 12.20 del 15 marzo, in via Buonarroti, nel rione Castromediano, a Cavallino: Fiordiso cercò invano di strappare lo zaino alla vittima che, nell’opporre resistenza, cadde al suolo, riportando ferite giudicate dai sanitari guaribili in sei giorni.

In merito al secondo episodio, avvenuto dieci minuti dopo, in via Antonio Agrimi, a Lecce, la contestazione è di rapina perché usò violenza nei riguardi della malcapitata: quando questa, una 39enne, in compagnia della madre, arrivata in prossimità della macchina parcheggiata di fronte agli ambulatori medici, sentì che qualcuno le stava tirando la borsa, indossata a tracolla, cercò di trattenerla, ma perse l’equilibrio cadendo a terra.

Riguardo all’ultima vicenda, invece, il reato di cui risponde l’arrestato resta di furto con strappo.

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