Cronaca

Scippi seriali, presa coppia che aggrediva le anziane

Armando De Benedittis, 40enne, e Vanessa Leone, 21enne, di San Donaci, ritenuti gli autori di quattro colpi nel leccese ai danni di anziane. Ma gli scippi dei quali sono sospettati sono molti di più

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CAMPI SALENTINA - Per la società sono nullafacenti, ma, di fatto, una professione remunerativa l'avrebbero, eccome, stando a quanto riferiscono i carabinieri: scippatori seriali, capaci di ricavare dai loro colpi, in un mese, quanto il manager di una multinazionale. Segnali di fumo da un mondo sull'orlo della crisi economica: non sempre serve il pezzo di carta per trovare impiego, si può sempre far da sé. Magari allestendo una piccola attività imprenditoriale illecita.

"Argento", è stata ribattezzata l'operazione che ha condotto all'arresto di Armando De Benedittis, 40enne, e Vanessa Leone, 21enne, entrambi del brindisino e residenti nei dintorni di San Donaci, il paese di lui. La ragazza, infatti, è originaria di San Pancrazio Salentino. Il nome trae spunto dalla vernice della carrozzeria dell'auto impiegata per tallonare le vittime, una Seat Ibiza, ma è anche un riferimento al colore dei capelli delle "prede" designate, anziani indifesi. Tutti della provincia di Lecce.

Già, perché la coppia preferiva varcare la linea di confine immaginaria tra i due distretti e scegliere, per i colpi, comuni dell'hinterland leccese, dove i loro tratti somatici non fossero noti, dovendo agire con il volto scoperto. Quattro sono quelli per i quali il capitano Simone Pugliesi ed il tenente Giovanni Porta, a comando della compagnia dei carabinieri di Campi Salentina, mettono la mano sul fuoco, nell'attribuirne la paternità: nella stessa Campi, a Novoli, a Trepuzzi e a Carmiano. Però, gli scippi totali, negli ultimi mesi (a partire da agosto), e per i quali vi sono forti indizi che riconducono sempre a De Benedittis e alla sua compagna, sono molti di più.

A quelli già citati, si aggiungono, infatti, un altro scippo a testa nei comuni di Campi, Novoli e Carmiano, ancora altri due a Trepuzzi, più tre a Veglie e uno a San Cesario di Lecce. Tredici furti con strappo, una sequenza impressionante, con indagini ancora in corso proprio per verificare se ci sia di mezzo sempre lo zampino dei due brindisini. Una curiosità: nonostante il paese più vicino alla località da cui si spostavano, Masseria Martieni, nei dintorni di San Donaci, fosseGuagnano, qui non si sono mai avventurati nelle loro scorribande. Forse perché hanno il loro conto in una banca locale e i volti rischiavano di essere fin troppo familiari a più di qualche guagnanese.

Anziane sole, seguite fino sotto casa e aggredite
Rapinare una banca o entrare in un appartamento per metterlo a soqquadro, sono attività rischiose. Tra allarmi sempre più sofisticati, guardie armate, videosorveglianza, è dura la vita per le bande di predoni. Perseguitare donne anziane appena uscite da un ufficio postale, con la pensione in mano, è un'attività che Armando De Benedittis e Vanessa Leone devono aver dunque trovato più agevole e persino redditizia.

Le denunce, raccontano i carabinieri, hanno tutte un filo logico che riconduce sempre alla stessa matrice: dopo la riscossione dei soldi, il pedinamento, a volte fin sotto l'uscio di casa, infine l'aggressione, quasi sempre messa in atto da qualcuno a bordo di un'auto di colore grigio-argento. Un'utilitaria, di medie dimensioni. Tutto pianificato ad arte. Facendo attenzione che non vi fossero occhi indiscreti sul luogo del misfatto e muovendosi con estrema rapidità. Lo strappo, spesso seguito da una rovinosa caduta della vittima, e poi via, a tutto gas. Il bottino, variabile: dai 450 ai mille e 500 euro. Variabili anche gli orari: a volte le 9 del mattino, più spesso verso mezzogiorno.

Quattro, si diceva, gli scippi per i quali i carabinieri hanno sufficienti elementi da contestare. A Novoli, alle 12,40 del 12 agosto, De Benedittis avrebbe affiancato un'auto in sosta. A bordo due donne anziane. Ad attenderlo, un complice su un'auto. Presumibilmente la sua compagna, ma non è detto che non possano esservi anche altre persone, di mezzo. Bottino: 600 euro.

A Campi Salentina, il 20 settembre, il 40enne avrebbe poi selezionato la sua vittima, seguendola a partire dalle 11, ovvero, appena uscita dall'ufficio postale, per poi scipparla alle 12,40. Anche in quel caso, rubando 600 euro. Non sapeva, però, l'uomo, di essere stato ripreso all'interno dell'ufficio dalle videocamere, a partire dalle 9,20 circa. A Trepuzzi, il 21 settembre, sia l'uomo, sia la compagna, sono stati ripresi dalle videocamere dell'ufficio postale, intorno alle 12,30. Seduti, come normali utenti in attesa del proprio turno. In realtà, stavano ancora una volta scegliendo la preda più facile da assalire, individuandola e rapinandola all'esterno intorno alle 13,15 dopo aver finto di andare via. A Carmiano, infine, il 1° ottobre i carabinieri hanno identificato definitivamente l'auto Seat Ibiza. La vittima, seguita a partire dalle 11,45 circa, per una decina di minuti, è stata scippata proprio davanti al cancello di casa. Ma, grazie ad alcune riprese, i militari hanno scovato la targa del veicolo.

Visti e ripresi negli uffici postali
L'indagine è stata relativamente veloce, anche perché c'era necessità di evitare il dilagare di un fenomeno detestabile e che alla fine avrebbe rischiato di ferire in modo grave qualcuna fra le vittime designate. Ed ha visto in campo più stazioni dei carabinieri dipendenti da Campi, in particolare quella di Trepuzzi. De Benedittis, personaggio noto alle cronache (droga, delitti contro il patrimonio ed evasione), a differenza della sua giovane convivente, ad oggi incensurata, è infatti ben presto finito in una lista di sospettati, perché controllato in diverse occasioni presso uffici postali in atteggiamenti giudicati quantomeno equivoci.

I militari hanno accertato come trascorresse anche più di un'ora nella sede postale di turno, osservando con attenzione intorno, come se studiasse volti e movimenti delle persone presenti. In un atteggiamento analogo, per fare un esempio, è stato colto il 20 settembre a Campi Salentina, cioè dove, una donna di 74 anni, di lì a poco sarebbe stata scippata sotto casa della sua borsa, con dentro 450 euro appena incassati. O a Trepuzzi, esattamente il giorno successivo. In questo caso, il pluripregiudicato 40enne è stato notato in compagnia della sua convivente. Entrambi, gironzolando fra l'atrio e l'area riservata al pubblico, per poi piazzarsi all'esterno, una volta subodorati il momento proprizio e la persona adatta da colpire.

Ma a Carmiano, il 1° ottobre, un video li ha incastrati, inquadrando la Seat Ibiza acquistata da circa una settimana negli istanti in cui stava seguendo una delle tante vittime. Le immagini hanno anche messo in risalto un'ammaccatura sull'angolo destro posteriore, inequivocabilmente la stessa riscontrata sulla vettura di De Benedittis. Del colpo di Novoli, invece, non ci sono immagini, ma la testimonianza di una persona che sostiene di aver scorto in viso il 40enne di San Donaci. E un'auto simile a quella dell'indagato, sarebbe stata vista più volte anche in altre azioni, di cui per ora vi è solo il sospetto che ad agire sia stata la coppia.


Gli arresti sono stati eseguiti nella notte. L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip Nicola Lariccia, su richiesta del procuratore aggiunto Antonio De Donno, titolare delle indagini. Dopo i ladri d'appartamento, presi dalla polizia a Lecce, ora anche per gli scippatori seriali arrestati dai carabinieri di Campisi aprono le porte del carcere. Per il colonnello Maurizio Ferla, comandante del comando provinciale, un risultato di rilievo, perché fra tutte le tipologie di reati, quelli che coinvolgono anziani che vivono di una pensione stentata, sono tra i più deprecabili e tali da produrre un diffuso allarme sociale.

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