Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca Monteroni di Lecce

Scommesse illegali, dopo 11 anni, il verdetto: assolti Politi e altri 26 imputati

Non hanno retto le accuse nel processo nato dall’inchiesta Poker 2 che, nell’ottobre del 2010, puntò i fari su 500 centri scommesse, 50 dei quali nel Salento. Per i giudici “il fatto non sussiste”. Dissequestrati i beni

MONTERONI - Sono state assolte tutte e 27 le persone coinvolte nell’inchiesta Poker 2 che, nell’ottobre del 2010, puntò i fari su 500 centri scommesse, 50 dei quali nel Salento, accusati di aver gestito le giocate telematiche on-line su eventi sportivi senza l’autorizzazione del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Tra i principali imputati c’era Saulle Politi, 49 anni, di Monteroni (già condannato con sentenza definitiva per aver fatto parte della Sacra Corona Unita capeggiata da Mario Tornese, e associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti) che, secondo le carte dell’inchiesta, avrebbe guidato il sistema illegale di giocate (occupandosi, tra le altre cose, dell’allestimento dei locali, e della consulenza ai nuovi titolari, suggerendo escamotage per aggirare la legge in caso di controlli), investendo il denaro “sporco” accumulato in passato.

I reati contestati a vario titolo erano di associazione per delinquere dedita all’esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse raccolte in via telematica senza permessi e riciclaggio.

Ma come detto le accuse non hanno retto nel processo terminato oggi, dopo undici anni dal blitz della Guardia di finanza, davanti ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce, con presidente Stefano Sernia, secondo i quali "il fatto non sussiste".

Sotto la lente del pubblico ministero Giuseppe Capoccia (oggi a capo della Procura di Crotone) finì nel 2008 la Goldbet Sportwetten Gmbh, società di capitali con sede legale ad Innsbruck (in Austria) e la sua rete.

Secondo le indagini, Saulle Politi avrebbe fatto da “super agente”, ingaggiando attraverso collaboratori di fiducia come Marco Indennitate, 45 anni, di Surbo, nuovi adepti a cui intestare le agenzie affiliate alla Golbet e raggruppate sotto le reti “Politi 2” e “Go.Go. Games srl”. A prestarsi al “gioco” fino al 2010, anno in cui gli fu sequestrato il patrimonio, sarebbero stati i familiari: Francesco, di 44 anni, Alessandro, di 36, Domenica, di 51. E ancora: Silvia Quarta, 36 anni, Eleonora La Serra, 46, entrambe di Monteroni, e Fabiana Pellè, 39 anni, residente a Lecce.

Ma l’inchiesta trascinò al banco degli imputati anche i vertici che si erano succeduti nel bookmaker austriaco - Stefano Nesti, Stefano Ampollini e Virgilio Gasparini (nel frattempo deceduto) - e gli ex amministratori Paolo Carlo Tavarelli e Ivana Ivanovic - che, usciti dalla Golbet, avrebbero istituito con altri la società Skysport365 Gmbh, sempre ad Innsbruck, finalizzata a gestire scommesse on line in Italia attraverso il collegamento al sito “Planetwin365.com".

Oltre a questi, sono stati assolti anche i presunti “master”, ossia i referenti italiani responsabili di area: Giuseppe Tavarelli, Giuseppe Parrelli, Gabriele Peroni, Sergio Moltisanti, Giancarlo Tumino, Alessandro Pasquini, Patrizio Marchese, Paolo Sipone, Antonio Lavorgna, Aldo Trusciglio Pantisano, Antonio Trusciglio Pantisano, Giuseppe De Candia, Ugo Cifone, Luca Pappalardo.

Con la sentenza, le cui motivazioni si conosceranno entro 90 giorni, è stato disposto anche il dissequestro dei conti correnti, dei beni e delle aziende sequestrati durante le indagini, come la "Polmar srl", la "Go.Go.Games" e la "Capitan Uncino".

A difendere gli imputatici ci hanno pensato gli avvocati Laura Minosi, Cosimo D'Agostino, Luigi e Roberto Rella, Giovanni Tarantino, Michele e Giuseppe Bonsegna, Giancarlo Dei Lazzaretti, Giovanni Erroi, Antonio Feriozzi, Matteo Melandri e Marco Ripamonti.

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