Cronaca

Scompare il feretro dell'amato cane appena sepolto. Rabbia e dolore per una famiglia

Una famiglia di Cavallino ha dovuto sopprimere un cane adottato 7 anni addietro dopo aver letto un annuncio su LeccePrima. Ma nel giro di un paio d'ore dall'ultimo saluto, del contenitore sotterrato nella campagna di amici nessuna traccia

Una foto di Rio

CAVALLINO – Lo avevano seppellito poche ore dopo averlo fatto sopprimere dal veterinario. Una decisione estrema, maturata nello strazio che si prova quando l’animale al quale si toglie la vita è parte integrante della famiglia, un pezzo di cuore in un mosaico di affetti sacri.

La storia che segue è quella di un cane che una famiglia di Cavallino ha adottato il 14 ottobre del 2007 proprio grazie a LeccePrima: nei giorni precedenti era stato pubblicato un articolo che annunciava la “giornata dell’adozione”. In quell’occasione i Paludo – questo il nome del nucleo familiare coinvolto in questa vicenda - andarono ad Otranto e scelsero un esemplare in una cucciolata di tre: lo chiamarono Rio. E da allora non se ne sono più separati fino al 12 ottobre scorso, quando davanti ad una massa tumorale inoperabile e implacabile nelle sofferenze che procurava all’animale, si sono arresi.

Dopo aver acconsentito che Rio si “addormentasse” lo hanno deposto in una grande scatola di plastica senza dimenticare di metterci anche i suoi giochi preferiti, poi hanno “sigillato” il contenitore in due buste e lo hanno sotterrato in un fondo di un’amica di famiglia (sebbene in comproprietà con un uomo del posto che era stato debitamente informato). La donna - legata da profondo affetto ai proprietari di Rio - e il suo compagno hanno anche partecipato all’ultimo saluto al cane. Tutto questo avveniva all’ora di pranzo.

Poco dopo però, i Paludo sono tornati sul terreno in questione, che si trova ai margini di un insediamento commerciale, perché presi dal dubbio di non aver collocato il feretro alla profondità giusta: andando via la prima volta, si erano infatti accorti che la terra con cui avevamo ricoperto la fossa cedeva, sentendo il coperchio scricchiolare. Ma nello disperazione più inspiegabile non hanno trovato nulla. La scatola era letteralmente sparita. Hanno quindi iniziato delle ricerche nelle zone attigue, nelle discariche che spuntano come funghi lungo le strade di campagna, ma senza alcun esito.

Sull’episodio è stata sporta denuncia alla polizia locale di Cavallino. I Paludo hanno deciso di ricompensare con 200 euro chiunque sia in grado di restituire quel contenitore di plastica al cui interno è custodito un animale che per la famiglia ha avuto un valore inestimabile.

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