Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Scomparso dal Salento, viene ritrovato impiccato in un viale di Roma

Mario Leone, 57enne di Leverano, ai domiciliari, era in permesso premio. Ma da Pasqua si erano perse le tracce. Ieri la telefonata a un cugino. Poi il tragico ritrovamento nella Capitale. Alcuni passanti hanno tentato di salvarlo

Via Sampiero di Bastelica (foto da Google).

ROMA – Mancava all’appello dalla sera del 1° aprile. Proprio quella di Pasqua. Invece di rientrare a casa, dalla sua famiglia, in virtù di un permesso, si era dato alla macchia. Di Mario Leone, 57enne di Leverano, si sono perse le tracce per interi giorni. Fino alle 20,30 di ieri sera, quando è stato trovato senza vita a centinaia di chilometri da casa. A Roma, per la precisione.

Come sia arrivato nella Capitale, è uno dei misteri ancora insoluti. Leone, una condanna definitiva per spaccio di stupefacenti, stava scontando la pena residua in una comunità di recupero a Taurisano Ma invece di raggiungere casa, nella Città dei Fiori, è andato oltre. Tanto che l’autovettura è stata ritrovata qualche tempo dopo nelle campagne di Avetrana, provincia di Taranto, al confine territoriale con quella di Lecce.

Ancora vivo quando è stato notato

Sono stati alcuni passanti a segnalare alla polizia del commissariato Viminale la presenza di uomo che si era appena impiccato a un albero in via Sampiero di Bastelica, zona Prenestino Labicano. Una scena agghiacciante, perché Leone era ancora vivo quando due cittadini l’hanno notato. Hanno tentato anche di salvarlo, in qualche modo, ma ormai era troppo tardi. Proprio davanti a loro ha esalato l’ultimo respiro. La conferma della morte l’ha data il medico del 118.

Leone, nei giorni in cui è scomparso, costantemente ricercato dai carabinieri della stazione di Leverano e della compagnia di Campi Salentina, ha tenuto sempre con sé il cellulare. Ma ha pensato bene di staccare la batteria. Così, non è stato possibile rintracciare la cella, fin quando non l’ha riattaccato. Per fare una telefonata a una cugino. Poco dopo, la morte autoinflitta. Scegliendo peraltro il viale di una località così distante dalla sua terra natale.   

Una continua discesa all'inferno

La parabola discendente di Leone è iniziata nel 2011, con un arresto per il possesso di oltre 40 grammi di cocaina. Una vicenda dalla quale è scaturita un’inchiesta più larga, chiusa nel 2013: era l’operazione “The Tower”.

Da quel momento sono iniziati anche gesti sempre più plateali. Nell’agosto del 2014, ricoverato in Psichiatria al “Vito Fazzi” di Lecce (era, di fatto, ai domiciliari, e aveva appena tentato un suicidio), evase in maniera rocambolesca, rompendo una finestra e scavalcando il muro di cinta. Ma quanto accadde dopo, fu persino più incredibile.

Rientrato a Leverano, si barricò in casa con una bombola di gas in mano, aperta, e un accendino nell’altra. I carabinieri della stazione di Leverano furono artefici di un raid in piena regola per evitare il disastro.

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