Scontri in Novoli-Bitonto, arrestato tifoso ospite. Indagini anche sui locali

Piero Lillo, muratore di Bitonto, 27enne, a fine gara avrebbe scagliato un pesante sifone dai bagni danneggiati contro i carabinieri. E fra i tifosi salentini una decina di posizioni sono al vaglio in queste ore. Gli scontri, con una fitta sassaiola, dopo una serie di sfottò

NOVOLI – Piero Lillo, muratore di Bitonto, 27enne, è stato arrestato per aver partecipato in modo più che attivo agli episodi di violenza nel corso di una recente gara di calcio e ora si trova ai domiciliari. Sarebbe stato lui, infatti, a lanciare contro i carabinieri della stazione di Novoli un pesante sifone dopo aver sfasciato con altri i bagni del campo sportivo salentino.

Tutto questo nel corso dell’infuocato scontro (in tutti i sensi) fra le due compagini del campionato regionale d’Eccellenza di due giorni addietro, culminato con una vittoria di misura per i padroni di casa contro gli ospiti della provincia di Bari e, purtroppo, con il corollario di pericolose intemperanze.

Per il bitontino è dunque scattato il cosiddetto arresto in differita, previsto proprio per i reati nei contesti sportivi, per cui si estende la flagranza di reato a 48 ore qualora non sia possibile effettuare subito il fermo. Quello di Lillo, però, ed solo il primo nome di una più lunga lista, perché le indagini, coordinate dalla compagnia di Campi Salentina, proseguono in queste ore in maniera piuttosto rapida.

Al 27enne i carabinieri sono arrivati nonostante, nella confusione generale, in un primo momento fosse riuscito a farla franca. Hanno, infatti, memorizzato volto e fattezze mentre lanciava un condotto sradicato da un lavandino. Era riuscito a svignarsela con spintoni e la complicità del branco, ma questo è servito a trovare una salvezza illusoria. Differita, appunto, proprio come il suo arresto.

I carabinieri di Novoli non gliel’hanno data vinta. Hanno interpellato sia i militari della stazione di Bitonto, sia gli agenti di polizia del commissariato, e dopo uno scambio di notizie e fotografie, hanno riconosciuto Lillo. Ora il muratore bitontino deve rispondere di lancio di oggetti pericolosi in occasione di manifestazioni sportive e di resistenza a pubblico ufficiale, come contestato dai pubblici ministeri di turno delle Procure di Lecce (competente per il luogo in cui è avvenuto il fatto) e Bari (per l’applicazione della misura cautelare).

Non soltanto i sostenitori del Bitonto, però, sono finiti sotto la lente. Anche diversi novolesi rischiano grosso. Le indagini sono ovviamente concentrare anche su di loro perché diversi hanno partecipato a una fitta sassaiola a fine gara. Un gruppo avrebbe fatto da “schermo” ai più facinorosi che, con volto coperto, da dietro hanno scagliato grosse pietre contro le forze dell’ordine, impegnate a proteggere il deflusso dei veicoli con cui i tifosi del Bitonto avevano raggiunto il comune del nord Salento.

Al vaglio c’è già in queste ore la posizione di una decina abbondante fra i tifosi locali, per l’accertamento delle responsabilità penali. E potrebbero quindi a breve scattare denunce a piede libero per resistenza, favoreggiamento, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Inevitabile, poi, come disposizione parallela, la prossima emissione dei Daspo.

I disordini sono nati secondo dinamiche consolidate nel contesto degli spalti calcistici: prima sono piovuti sfottò e provocazioni (di fatto, Novoli-Bitonto s’è trasformata in una succursale del derby storico Lecce-Bari), con una ventina di ospiti piuttosto attivi; di conseguenza, oltreLILLO Piero-2 un centinaio di spettatori locali hanno tentato di vendicarsi cercando il contrasto fisico. E al quel punto la situazione è degenerata, con un lancio reciproco di sassi, prelevati dalle campagne circostanti, e il danneggiamento dei bagni, per usare sifoni e tubi di metallo come vere e proprie armi.

I carabinieri di Novoli, che hanno dovuto chiamare rinforzi dalla compagnia da cui dipendono, quella di Campi Salentina, si sono così ritrovati fra incudine e martello, nel tentativo di ammortizzare un contatto ravvicinato che avrebbe potuto comportare esiti imprevedibili. Strattoni, pugni e sassate si sono quindi indirizzati anche verso gli uomini in divisa. Un paio di loro hanno riportato lievi escoriazioni alle mani. Ora, però, a bocce ferme, sta arrivando la resa dei conti.

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