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Cronaca

Scontri e lanci di fumogeni durante il corteo contro il Dpcm, in sei a processo

Disposto il rinvio a giudizio nei riguardi del gruppetto che, secondo l’accusa, il 26 ottobre del 2020, avrebbe provocato disordini durante la manifestazione nata pacifica contro le misure disposte dal decreto ministeriale per contenere l’avanzata del Covid-19

LECCE - Ci sarà un processo sui disordini avvenuti in città il 26 ottobre del 2020 durante la manifestazione denominata “Insieme per la libertà” organizzata dai commercianti contro le misure disposte dal decreto ministeriale per contenere l’avanzata del Covid-19, come la chiusura alle 18 per bar e ristoranti e lo stop per piscine e palestre, per sale bingo e centri scommesse.

In sei, a partire dal prossimo 6 luglio, dovranno rispondere davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, di una serie di azioni illecite compiute quel giorno, in particolare contro le forze dell’ordine, che erano intervenute per garantire la sicurezza pubblica.

I reati contestati a vario titolo sono resistenza a pubblico ufficiale, favoreggiamento, istigazione a delinquere, getto pericoloso di cose e rifiuto di indicazione sulla propria identità personale.

Al banco degli imputati siederanno: Antonio Della Rocca, 27enne di Gallipoli; Simone De Mitri, 42enne, di Surbo; Raffaele Mattiello, 28enne, di Racale; Giulio Patarnello, 27 anni, di San Pietro in Lama; Alessandro Luigi Romano, 27enne di Galatina e Marcello Santopietro, 45enne di Lecce. Stralciata, invece, la posizione di Davide Corciulo, 28enne di Gallipoli, poiché al momento è irreperibile. Per lui, l’udienza preliminare è stata aggiornata a settembre.

Stando alle indagini condotte dagli agenti della Digos sotto il coordinamento della sostituta procuratrice Giovanna Cannarile, il gruppetto si sarebbe infiltrato in quella che inizialmente si presentò come una protesta pacifica. Le cose degenerarono in piazza Sant’Oronzo, all’imbocco di via Trinchese. E’ qui che, alcuni di loro indossando abiti e cappucci di colore scuro e mascherine che coprivano il volto, avrebbero usato violenza e minaccia nei riguardi delle forze dell’ordine intervenute per ostacolare la loro avanzata e impedire dunque che la manifestazione si tenesse in forma “dinamica”, in contrasto quindi con le misure adottate dal decreto.

Secondo l’accusa, fu Mattiello a lanciare due fumogeni in direzione di un’auto della polizia locale, ma le procedure per la sua identificazione sarebbero state ostacolate da Corciulo, Della Rocca, Patarnello e Romano. De Mitri e Romano, avrebbero inoltre aizzato la folla a forzare lo schieramento dei carabinieri posizionato all’imbocco di via Trinchese. Oltrepassato il blocco, Santopietro avrebbe afferrato il polso del primo dirigente della polizia di Stato per favorire il passaggio di altri manifestanti, e Romano avrebbe lanciato un fumogeno acceso, con un violento calcio, contro le forze dell’ordine.

Queste le accuse contenute nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal magistrato che è stata accolta nei giorni scorsi dalla giudice Alessandra Sermarini.

A difendere gli imputati, ci penseranno gli avvocati Francesco Calabro, Giuseppe Milli, Angelo Ninni, Carlo Gervasi, Stefano Valentini, Paolo Cantelmo e Mario Liviello.

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