Cronaca

Scontrino, quasi il 50 per cento non lo batte. Sanzioni a commercianti per 370 mila euro

Nel week-end cento violazioni riscontrate, che si aggiungono a quelle precedenti, che superano quota 500. Praticamente, un commerciante su due. Con bar, ristoranti e ambulanti in testa. Le verifiche svolte dalla guardia di finanza. Sotto sequestro anche migliaia di prodotti contraffatti

LECCE – Lo scontrino? Non lo batte un esercente su due, o quasi. Si attesta al 48 per cento il dato degli irregolari, e, a non brillare, sono soprattutto bar, ristoranti e commercianti ambulanti (questi ultimi, in particolare). Una statistica lanciata dalla guardia di finanza del comando provinciale di Lecce, che, in occasione del lungo ponte – a partire da venerdì scorso, e fino a domenica -, hanno sondato il terreno sia nel capoluogo, sia nelle principali località turistiche. Capo Leuca, Castro, Otranto, Gallipoli, Porto Cesareo fra i centri più battuti dai vari reparti delle “fiamme gialle”.

Con spiagge e centri storici presi d’assedio da visitatori e primi vacanzieri, i militari hanno deciso di verificare quanti commercianti battessero scontrini e rilasciassero ricevute fiscali. Ben cinquantadue le pattuglie smistate sul territorio, per controlli a campione in varie attività commerciali.

Al termine di tutti gli accertamenti, su 210 controlli, cento sono state le violazioni. E non finisce qui, perché, ora, i finanzieri vaglieranno nella banca dati gli esercenti siano già stati oggetti d’ispezioni nel recente passato. Non un dettaglio: basti ricordare, ad esempio, che in caso di recidiva, dopo quattro segnalazioni scatta come misura la chiusura dell’attività per alcuni giorni.

Le irregolarità riscontrate su scontrini e documenti fiscali, si vanno inoltre a aggiungere ad altre 556 violazioni (su mille e 107 controlli) già rilevati fino a giovedì scorso. Confermando, sostanzialmente, il dato percentuale.  Se, in tutto questo, i considera che ogni verbale ammonta a 560 euro, se ne deduce con molta semplicità che le multe superano i 367mila euro.

Anche in materia di contrasto all’abusivismo e alla vendita di prodotti contraffatti o non sicuri, sono stati eseguiti diversi interventi. I finanzieri hanno sequestrato oltre 3mila e 500 pezzi simili agli originali (le classiche griffe taroccate più o meno ad arte) e più di 9mila e 500 articoli non sicuri. In quattro sono stati anche denunciati a piede libero. Le merci sequestrate appartengono alle più disparate categorie.

Si tratta di risultati, anche in questo caso, che vanno ad aggiungersi ai sequestri di ulteriori 2mila e 379 capi contraffatti e alla denuncia di quindici persone, nonché al sequestro amministrativo di 32mila e 420 prodotti, in violazione alle norme che ne regolano  la sicurezza, già effettuati nei primi quattro mesi del 2013 sul territorio dell'intera provincia. Da segnalare, infine, il sequestro di oltre 180 fra cd e dvd duplicati in modo illecito, di settantadue coltelli a scatto e a serramanico e la scoperta di due lavoratori “in nero”. Insomma, numeri, nel totale, che non sembrano dimostrare una diminuzione rispetto al passato. 

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