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Scontro tra due treni con venti feriti: chiesto il processo per quattro imputati

Si è aperta oggi l’udienza preliminare nei riguardi di due dirigenti delle Ferrovie Sud Est, del macchinista (che ha chiesto di patteggiare) e del capotreno (che ha chiesto l’abbreviato). L’incidente, il 13 giugno 2017 a Galugnano

GALUGNANO - Quello scontro tra due treni avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi del ferimento di venti persone, tra passeggeri e dipendenti delle Ferrovie Sud Est, e soprattutto non sarebbe accaduto se fossero state rispettate le regole. Ne è convinta il pubblico ministero Maria Rosaria Micucci che ha condotto le indagini sull’incidente avvenuto il 13 giugno del 2017 a Galugnano, individuando la responsabilità di quattro persone, per le quali ha chiesto il rinvio a giudizio.

Oggi si è aperta l’udienza preliminare davanti al giudice Michele Toriello, durante la quale il macchinista Rosario Rosato, 59 anni, di Lizzanello, ha chiesto di patteggiare un anno e dieci mesi di reclusione col beneficio della pena sospesa. La richiesta formulata attraverso il difensore Mario Rossi ha trovato il parere favorevole del pm. Ha, invece, presentato istanza di abbreviato (condizionato da documenti) il capotreno Massimo Quarta, 54, di Monteroni, assistito dall’avvocato Maria Pia Scarciglia.

Nessuna richiesta di rito alternativo, invece, da parte delle altre due persone coinvolte: Lucio Curci, 55 anni, di Foggia, nel ruolo di Business Unit Trasporto Ferroviario Ferrovie Sud Est, e del direttore Luigi Albanese, 63 anni, originario di Lecce ma residente a Triggiano (Bari), difesi dagli avvocati Andrea Di Comite e Michele Laforgia.

Le sorti dei quattro imputati si conosceranno il prossimo 16 luglio.

Stando alle carte dell’inchiesta, il macchinista avrebbe commesso diversi errori. Innanzitutto, non serrò correttamente il freno di stazionamento per poter eseguire in sicurezza l’operazione di sfrenatura dei carrelli; proprio nell’effettuare quest’operazione, insieme al capotreno, avrebbe commesso altri sbagli: scendere dal mezzo; intervenire su un tratto di linea ferroviaria in pendenza e non eseguire alcuna manovra di emergenza per arrestare il treno ed evitare la collisione con l’altro fermo al segnale di protezione. I due dirigenti, invece, sono accusati di non aver previsto un’adeguata formazione del personale.

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