Muore in casa, forse overdose. Rintracciato l'amico che ha telefonato: indagato

Scorrano: il pm Gagliotta ha aperto un'inchiesta per morte come conseguenza di altro reato. Un giovane ha telefonato dall'abitazione della vittima, poi si è dileguato. All'arrivo del 118 non c'era più nulla da fare. I carabinieri l'hanno rintracciato: ha ammesso che insieme hanno consumato eroina

Foto di repertorio.

SCORRANO – Un arresto cardiocircolatorio e la vita che è volata via, in un soffio. G.T. aveva soltanto 35 anni. Era nato in Svizzera, ma viveva da sempre a Scorrano. La causa scatenante della morte sembrerebbe essere ormai chiara: un abuso di stupefacenti.

Il condizionale rimane d'obbligo in attesa dell'autopsia che fugherà ogni dubbio residuo. C'è già, però, in queste ore la confessione di chi era in casa con lui ed ha chiamato i soccorsi, senza attenderli. E' un 28enne del posto, già noto alle forze dell'ordine. Ora è indagato in stato di libertà con l'ipotesi di "morte come conseguenza di altro reato". Ha ammesso di aver consumato stupefacenti con l'amico. Ma i carabinieri della stazione locale sospettano che gliel'abbia ceduta lui stesso.    

I militari della stazione locale, sotto il coordinamento della compagnia di Maglie, diretta dal capitano Luigi Scalingi, hanno lavorato tutta la mattinata per identificarlo. Come sospettavano fin dalle prime battute, risiedeva proprio in lui la chiave del mistero. Di certo, questo giovae è stato l’ultimo a vedere il 35enne ancora in vita, ma s’è guardato bene dal comporre il numero d’emergenza del 118 dal proprio cellulare. 

Quando ha visto G.T. agonizzante ed ha capito che la questione era molto seria, ha afferrato la cornetta del telefono fisso dell’abitazione del moribondo ed ha chiesto soccorso. Erano circa le 18,20 del pomeriggio. Poi, è subito sgattaiolato fuori e ha fatto perdere le tracce. Tutto perché colto dal panico, avrebbe poi raccontato, una volta rintracciato. 

Non ha atteso l'arrivo dell'ambulanza, dunque, e forse, restando sul posto non avrebbe comunque potuto fare nulla, ma una cosa sembra certa: il 35enne era ancora vivo quando è partita la telefonata con voce trafelata, ma nel lasso di tempo intercorso perché l'autolettiga raggiungesse l'abitazione, in via Giosueè Carducci, alla periferia di Scorrano, la vittima aveva ormai già esalato il suo ultimo respiro.

I sanitari hanno tentato il possibile per rianimarlo, ma ormai non c’era davvero più nulla da fare. Sul posto sono stati chiamati i militari, considerata la delicatezza del caso, e nel corso di un sopralluogo hanno scoperto in casa una piccola dose di eroina. Il giovane, si è poi appurato approfondendo le indagini, era in cura al Sert da diverso tempo. Da qui l'ipotesi che sia stata proprio un’overdose a stroncarlo.

Il pubblico ministero di turno presso la Procura di Lecce, Giovanni Gagliotta, sul caso aveva aperto fin da ieri sera un fascicolo con l’ipotesi di reato a carico di ignoti di morte o lesioni come conseguenza di altro reato. Ed ha disposto l’esame necroscopico. L’incarico al medico legale verrà affidato nelle prossime ore. E mentre il corpo del 35enne giace nella camera mortuaria dell’ospedale locale, i militari, ascoltando la telefonata registrata dalla sala operativa del 118, sono riusciti a identificare il 28enne tramite la voce. 

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In paese i consumatori abituali di stupefacenti sono pochi e tutti ovviamente conosciuti. Arrivare a lui non è stato molto difficile. Messo alle strette, ha confessato di stato presente ieri pomeriggio nell'abitazione e di aver composto il numero d'emergenza, Durante una perquisizione in casa del giovane, sono state anche trovate due dosi di eroina, poste sotto sequestro. 

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