Cronaca

Tap e sponsor alla festa, sfiorata la rissa. E il dibattito s'infiamma di nuovo

Ieri notte a Scorrano attivisti hanno tentato di esibire una bandiera No Tap. Sono stati scortati dai carabinieri. Parole di fuoco di Cgil: "Territorio umiliato con mance e prebende". Poli Bortone: "Evento violentato dalla monetizzazione". Pankiewicz: "Non si faccia lo stesso con Sant'Oronzo"

Alcune luminarie a Scorrano.

LECCE – Qualche parola di troppo, spintoni, e i carabinieri in mezzo per sedare gli animi. Uno strascico delle polemiche montate ieri, a botte e risposte di comunicati per confermare, smentire, accusare, prendere le distanze, rincarare la dose (in prima linea, fra gli altri, Sergio Blasi, consigliere regionale del Pd, animato da un vero furore), s’è vissuto la notte appena trascorsa a Scorrano.

Durante la festa patronale di Santa Domenica, nota nel mondo per le sue luminarie e finita nell’occhio del ciclone per una sponsorizzazione di Tap (il consorzio che sta costruendo il discusso gasdotto, il cui approdo è previsto nella marina melendugnese di San Foca), cinque attivisti alla fine hanno dovuto ammainare la loro bandiera “No Tap” e fuggire, prima che la situazione degenerasse. Si è, infatti, letteralmente sfiorata la rissa.

Molto dura la presa di posizione, sulla vicenda, della Cgil di Lecce. La segreteria provinciale ha diramato una nota, in considerazione del fatto che quegli attivisti sono iscritti al sindacato. “Si sono ritrovati letteralmente accerchiati, minacciati e malmenati da componenti del comitato feste e altri cittadini”, dichiara la Cgil. La reazione di più di qualcuno a quella presenza, dopo le vigorose polemiche di ieri, non deve essere piaciuta. Probabilmente è stata vista come un atto di sfida.  

Di certo, la reazione “si è rivelata talmente violenta e aggressiva, nei confronti di pacati e civili tentativi di interlocuzione dei nostri iscritti – dice ancora Cgil -, da indurre i militari della locale stazione dei carabinieri a scortarli prima in caserma e poi, in auto, fino alle porte di Muro Leccese”.

La loro colpa, “aver esposto per alcuni minuti una bandiera No Tap nei pressi delle luminarie sponsorizzate dalla Tap” e “aver avuto l’ardire di rivolgere verbalmente una domanda ad alcuni componenti del comitato feste: se ritenessero che Tap potesse essere definita energia a vocazione turistica”.

La Cgil s’è già dichiarata in passato contraria al progetto, perché andrebbe “a intaccare non solo il delicato ecosistema del litorale”, ma, a suo avviso, anche “una vasta area dell’entroterra salentino, il paesaggio e l’economia ad alta vocazione turistica”. E ora, dopo questi episodi, ribadisce: “Il territorio si è espresso, con modi leciti e democratici, contrario all’opera così come progettata da Tap. Non provate a umiliarlo distribuendo mance e prebende per mettere gli uni contro gli altri e scatenare una guerra che produrrà solo un risultato: la sconfitta di questo territorio e della sua sfida per ripartire, rilanciando la sua economia con quello che ha di più prezioso, il paesaggio naturale e la sua cultura”.

E non finisce qui. L’aspro dibattito di ieri e gli eventi della notte stanno generando nuove prese di posizione. Adriana Poli Bortone, dell’ufficio di presidenza di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, la getta in politica e attacca: “Uno degli eventi identitari del nostro territorio è stato violentato dalla monetizzazione della devastazione del Salento. La nostra terra ormai è sottoposta a una vendita incontrollata in assenza degli interventi che la Regione avrebbe dovuto fare per creare economia e lavoro”.

“D’altronde non è polemica politica ricordare che lo studio Ambrosetti ha appena indicato nella Regione Puglia inefficienza e incapacità nell’utilizzo dei fondi comunitari. Per fortuna – conclude - tra qualche mese possiamo cambiare registro”.

Wojtek Pankiewicz, presidente di Valori e rinnovamento gioca d’anticipo e invita un altro comitato per le feste, quello per Sant’Oronzo di Lecce, “a dire no sin d’ora ad eventuali sponsorizzazioni Tap”. Ed estende l’invito al Comune, quanto “Città candidata a Capitale europea della cultura. Sant’Oronzo non perdonerebbe una simile offesa”.

“Il problema – aggiunge l’ex consigliere comunale leccese - non riguarda solo San Foca, ma tutto il Salento. Occorre una grande mobilitazione pubblica. Siamo pienamente consapevoli che il Salento possiede una straordinaria ricchezza: le bellezze naturali, quelle artistiche l’agroalimentare, l’enogastronomia e tanto altro ancora. E’ perciò demenziale, allucinante, pura follia pensare di far arrivare un mega gasdotto vicino alla spiaggia di San Foca o di Otranto, distruggendo peraltro in questo modo, attraverso i vari sbancamenti marini necessari per installare il mega tubo, anche la pesca. Trans Adriatic Pipeline e Poseidon devono andare via dal Salento”.

Tutto questo, nel giorno in cui Trans Adriatic Pipeline ha inaugurato una nuova immagine coordinata, con un cambio di logo, e avanzato un restyling al sito web, “quasi a segnalare l’ingresso in una nuova fase del progetto mentre continuano le attività propedeutiche alla costruzione del gasdotto di 870 chilometri che sarà un elemento importante del corridoio meridionale del gas progettato per trasportare gas naturale dall’Azerbaigian ai mercati europei”, illustra una nota.

“Le comunità interessate dal passaggio del gasdotto in Grecia, Albania e Italia troveranno sul sito tutte le informazioni sul progetto, dettagliate e continuamente aggiornate. Tra gli argomenti che sono approfonditi sul sito, l’acquisizione delle aree interessate ai lavori e al passaggio del gasdotto, i bandi di gara per la fornitura di beni e servizi per la realizzazione dell‘opera, i benefici che Tap porterà ai paesi attraversati e alle comunità locali direttamente coinvolte”.

E intanto, l’amministratore delegato di Tap Italia, Giampaolo Russo, parteciperà mercoledì 9 luglio a Roma al convegno “Sblocca-Italia: ultima chiamata” organizzato da Nimby Forum con il patrocinio della Presidenza del Consiglio e dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Saranno presentati i risultati della IX edizione dell’Osservatorio Media Permanente Nimby Forum.

In un volume che sarà disponibile proprio a partire dal 9 luglio, Russo ha focalizzato alcune riflessioni “a partire dall’esperienza che Tap sta facendo in Puglia e in particolare sulla necessità che il dibattito pubblico sulla realizzazione di grandi infrastrutture sia regolato in modo efficiente dalla legge in modo da consentire una effettiva informazione e partecipazione dei cittadini a un processo decisionale dai tempi certi”.

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