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Cronaca Scorrano

Tenta di sfuggire al blitz calandosi in una botola sotto il pavimento di casa

Un 30enne residente a Scorrano arrestato a margine di una maxi-inchiesta sui traffici di droga fra Albania, Italia, Germania e Olanda, partita da Firenze con 83 indagati. Parte dello stupefacente passava da Castro

SCORRANO – Anche se fra gli 83 indagati dell'ordinanza principale il suo nome non compare, un uomo è stato arrestato, in provincia di Lecce, nell'ambito di un blitz scattato da Firenze. E il Salento, in questa storia, ha comunque un’importanza rilevante, confermandosi come uno dei punti d’approdo privilegiati nel transito di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti verso altre piazze. In questo caso, soprattutto quelle fiorentine, ma non solo. Fiumi di droga raggiungevano persino l’estero, dopo essere passati dall’Italia.

A testimoniarlo, il fatto che fra i principali indagati vi sia quello Spiro Petro, 37enne albanaese domiciliato a Firenze, che nel marzo del 2021 fu arrestato nella zona di Poggiardo con un carico di 320 chilogrammi, fra hashish e marijuana, e che nel novembre successivo rimediò quattro anni e quattro mesi in abbreviato.  

Petro avrebbe organizzato numerosi viaggi. Secondo gli inquirenti, sarebbe stato una sorta di coordinatore, in grado di reperire hashish e marijuana in Albania, droga che sbarcava poi sui litorali pugliesi (e in particolare salentini, fra le zone di Castro e Santa Cesarea Terme). Per lo scopo, e in più occasioni, Petro si sarebbe avvalso dell’aiuto, in qualità di corrieri, di due presunti sodali in particolare: Gabriele Franchini, 31enne di Reggello, e Dario Amendola, 47enne di Pontassieve (entrambi comuni in provincia di Firenze).

Quattro le organizzazioni

A tessere le redini del tutto, ben quattro organizzazioni criminali, formate in prevalenza da cittadini di nazionalità albanese. L’inchiesta, nata nel 2019 su input dei carabinieri della compagnia di Borgo San Lorenzo, in provincia di Firenze, si è via via allargata, fino a coinvolgere altri organismi investigativi, italiani ed europei, un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze.

Si è così arrivati a un maxi-blitz, questa mattina, che ha portato alla custodia cautelare in carcere di 70 indagati, 68 dei quali stranieri. Di loro, 28 risiedono nel territorio metropolitano di Firenze, 36 in altre aree del territorio nazionale e 16 in altri Stati, fra Unione Europea e Albania. Otto indagati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, quattro all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli inquirenti hanno anche effettuato un sequestro per equivalente di oltre 5 milioni di euro.

Un 30enne arrestato a Scorrano

Nel Salento, in supporto ai colleghi toscani, questa mattina hanno agito i carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce, per arrestare Giorgio Hameti, 30enne. Il suo nome non era nell'ordinanza orginaria spiccata dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Firenze, ma è stato inserito nel contesto dell'operazione in un secondo momento. Hameti, di chiare origini albanesi, è residente da anni a Scorrano. Durante l’irruzione dei militari, ha tentato una mossa disperata: nascondersi in una botola ricavata sotto il pavimento, fra una poltrona e il mobile con il televisore. Aperta, sembra quasi un tavolo.

Ad ogni modo, non solo la fuga non è riuscita, ma, durante le perquisizioni il 30enne è stato trovato in possesso di circa 50 grammi di hashish. Peraltro, Hameti era già noto alle forze dell’ordine, visto che alla fine del 2017 fu arrestato, sempre dai carabinieri, quando si scopri che andava e veniva da Otranto, dove aveva a disposizione un appartamento nelle cui stanze era stata allestita una sorta di incubatrice per coltivare marijuana. 

Coinvolte diverse polizie europee

Nell’ambito dell’inchiesta, hanno collaborato con le autorità italiane Eurojust, Europol, l’Interpol e la Procura speciale anticorruzione e criminalità organizzata di Tirana (Spak). Mente, a livello nazionale, è risultato importante il coordinamento dell’Ufficio criminalità organizzata del Comando generale dell’Arma dei carabinieri e dalla Direzione centrale per i servizi antidroga, oltre che del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche e dell’Ufficio dell’esperto per la sicurezza dell’Ambasciata in Albania.

In Italia, hanno operato i carabinieri di numerosi comandi provinciali: Firenze, Alessandria, Ancona, Bologna, Brescia, Como, Enna, La Spezia, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Milano, Padova, Perugia, Pesaro-Urbino, Ravenna, Rimini, Roma, Siena, Varese e, appunto, Lecce.

L'inchiesta dal 2019 al 2021

L’indagine, condotta dal 2019 al 2021, ha consentito di disvelare un vasto traffico di stupefacenti (cocaina, eroina, Mdma, hashish e marijuana) introdotti in Italia dall’Albania (attraverso le coste pugliesi) o dall’Olanda, per poi essere in parte smerciati nella provincia di Firenze, in parte dirottati su altre piazze del territorio italiano o in Germania. Sono state individuate quattro diverse strutture criminali che cooperavano tra loro, composte da cittadini italiani e albanesi, basate una in Olanda, un’altra in Albania, e le restanti due in Toscana (da cui però si spostavano sull’intero territorio nazionale); ne sono state localizzate le basi operative e logistiche, i depositi per lo stoccaggio (siti a Firenze) e persino l’officina meccanica dove venivano modificati i veicoli destinati al trasporto della droga (a Bologna). Infine, è stato disarticolato un gruppo di pusher, che smerciava gli stupefacenti al dettaglio nel Mugello e nell’intero territorio metropolitano fiorentino.

In tutto, sono state indagate 28 persone per associazione a delinquere di carattere transnazionale finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e altre 68 per trasporto o vendita delle medesime sostanze (13 di loro in stato di libertà, per ipotesi di spaccio di lieve entità).

I collegamenti con l'Olanda

L’impulso è nato nel 2019, allorché fu possibile attribuire una partita di 2 chilogrammi di marijuana sequestrati in piazza Muratori a Firenze a un albanese di 42 anni. Approfondendo, è divenuto evidente che si trattava di un trafficante di spessore con collegamenti in Olanda, Francia e Spagna e seguendone gli spostamenti ne è stato possibile ricostruire la rete dei sodali.

Durante le attività, sono emersi i collegamenti di questa prima organizzazione nazionale con un’altra, anch’essa stanziata a Firenze, che riceveva grossi quantitativi di hashish e marijuana dall’Albania, trasportati su gommoni a Castro, nei pressi delle grotte, e poi da là, su strada, a Firenze, in zona Campo di Marte, da dove venivano smerciati in Italia e in Germania.

La mappa dei traffici di droga

Due arresti eccellenti di corrieri hanno disvelato l’ampiezza delle operazioni: in Germania è stato fermato (grazie alla collaborazione con Eurojust) un italiano con 25 chili di marijuana, a Firenze un altro con 80 della medesima sostanza. Infine lo stesso responsabile dell’organizzazione, obbligato dall’arresto dei suoi manovali a effettuare uno spostamento di persona, è stato arrestato in Puglia alla guida di un furgone con 340 chili tra hashish e marijuana, il cui forte odore cercava di celare con deodoranti per auto.

Droga verso tutto il Nord Europa

Le indagini hanno quindi risalito la filiera e, grazie alla collaborazione internazionale, è stato individuato non solo il canale di approvvigionamento dall’Albania, gestito da una organizzazione locale, ma anche quello operante nei Paesi Bassi, facente capo a un altro sodalizio albanese stanziato ad Amsterdam (Paesi Bassi), con propaggini nell’Italia settentrionale, capace di movimentare centinaia di chilogrammi di cocaina verso l’intero Nord Europa. In Italia, i carabinieri hanno fermato due loro corrieri (un italiano e un albanese) che trasportavano più di 10 chili di cocaina.

Durante queste attività preliminari erano già state complessivamente arrestate in flagranza 24 persone nonché sequestrati circa 15 chili di cocaina, 120 di hashish e 487 di marijuana, 217 piante di cannabis, quasi 2 litri di olio di hashish, 95mila euro in contanti, due pistole, un fucile, sette automezzi e un immobile.

Nella prosecuzione delle indagini, sulla sponda albanese, la Polizia di Stato albanese, coordinata dalla Procura per la criminalità organizzata Spak, ha proceduto all’arresto in flagranza di reato di undici persone, sequestrando complessivamente 14,3 chili di cocaina, 34 di eroina, 30 di hashish, 68 di marijuana, 3mila e 600 euro in contanti e sei automezzi pesanti.

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