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Sicurezza urbana / Centro

Scorribanda notturna in centro: si stringe il cerchio sul responsabile

Alcune delle 98 telecamere attive, controllate dalle sale operative di questura e polizia locale, hanno fornito elementi utili a risalire all'uomo che ha danneggiato diversi locali nella parte antica della città

LECCE - Sono 98 le telecamere attive nella città di Lecce, la maggior parte delle quali nel centro storico, nell'ambito dei vari programmi di videosorveglianza che fanno capo alla centrale operativa della questura e della polizia locale.

In queste ore il comando di viale Rossini è intervenuto dopo le polemiche e le dichiarazioni seguite alla scorribanda notturna (tra sabato e domenica) durante la quale un uomo ha arrecato danni a diversi locali del centro storico, dopo aver rubato alcuni arnesi da una falegnameria. L'episodio ha suscitato polemiche e dichiarazioni più o meno pubbliche sulla presunta scarsa copertura data dagli impianti, alcuni dei quali sarebbero pure malfunzionanti o spenti.

Nella nota della polizia locale si precisa che proprio grazie alla visione delle immagini di alcune telecamere della parte antica della città è in corso di identificazione il responsabile di quei danneggiamenti: “È bene ricordare che il centro urbano di Lecce, attraverso successive installazioni da parte del ministero dell’Interno e dell’amministrazione comunale, è stato negli anni attrezzato da numerose videocamere che sono collegate con la centrale operativa del comando di polizia locale e con la questura. Al momento sono attive in città 98 telecamere che contribuiscono, insieme alle attività di pattugliamento, a garantire la sicurezza del centro storico, della Galleria Mazzini e di altre zone sensibili come Viale De Pietro”.

In alcune circostanze, poi, il sistema pubblico di videosorveglianza può essere integrato dai dispositivi di cui alcuni cittadini dotano abitazioni, attività, studi professionali: “Occasionalmente, nelle attività di indagine relative a particolari angoli o per un più completo e puntuale accertamento di fatti criminosi, gli inquirenti possono chiedere ai privati di mettere a disposizione le immagini registrate dai propri impianti”, precisa la comunicazione del comando che aggiunge anche un riferimento al prossimo passaggio: “Il progetto di installazione di ulteriori 17 occhi elettronici, finanziato con fondi PON – Sicurezza 2020 consentirà di coprire ulteriori importanti vie del centro storico ad oggi servite solo in parte da telecamere del Comune”.

Leggi anche: “Il centro come il Far West? Un’offesa all’intelligenza”

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