Screening e senologia: il modello partecipativo per abbattere i tempi d'attesa

L'Asl di Lecce si avvale della collaborazione di utenti e associazioni per ridisegnare i percorsi. I primi effetti positivi: da 15 a 25 mammografie per ogni seduta

LECCE – La Asl di Lecce trova strade alternative per affrontare le patologie, dedicando un’attenzione speciale alle donne. L’approccio scelto per gli screening della mammella lo conferma: l’azienda sanitaria ha fatto sedere intorno allo stesso tavolo i tecnici, con le loro competenze mediche ed epidemiologiche, e gli utenti, con il loro carico di esperienze e problemi, avvalendosi degli input provenienti dal mondo dell’associazionismo.

“Il metodo partecipato, a costo zero, è riuscito a semplificare ciò che appariva complesso su un terreno vasto e delicato come la senologia -  spiega in proposito il direttore generale, Silvana Melli –. Le domande chi, che cosa e dove, cui ogni operatore sanitario deve saper rispondere, rappresentano la base da cui siamo partiti nella ristrutturazione di percorsi, primo fra tutti lo screening senologico”.

La base è la prevenzione. La soluzione, però, secondo i manager sanitari, sta nella capacità di snellire un sistema complesso, eliminando sprechi, duplicazioni e incongruenze, grazie anche alla collaborazione dei medici di base. “Il Cup senologico – ha ricordato Rita Tarantino, referente del tavolo tematico sulla senologia – ha rappresentato una svolta, anche culturale, perché ha cambiato l’approccio rispetto alle patologie della mammella”.

Un approccio diventato strategia complessiva, grazie all’avvio degli screening per le donne tra i 49 e 69 anni, dei follow up per le pazienti operate e delle agende personalizzate, sino a livello del singolo medico, per creare un doppio effetto positivo: accorciare le liste d’attesa, evitando prestazioni improprie, e disegnare percorsi personalizzati.

Il fronte più critico resta, però, quello della senologia clinica perché si rivolge a donne al di sotto della soglia di screening e che, stando ai segnali poco rassicuranti delle statistiche epidemiologiche, cominciano ad avere a che fare con il carcinoma mammario in età sempre più precoci. 

Le novità messe in campo sono numerose: strumenti informativi già operativi, dal portale della salute (che sarà aggiornato) al Punto rosa, un servizio dedicato all’interno della Cittadella della salute di Lecce che assicura un dialogo fisico e non solo telefonico, e le tecnologie di ultima generazione (ecografi già in uso e mammografi in fase di acquisto).

Senza tralasciare piccoli aggiustamenti organizzativi che hanno permesso l’archiviazione di una gran mole di documenti. I benefici ottenuti sono già evidenti: le mammografie effettuate per ogni seduta sono passate da 15 a 25, e sono pronte a salire sino a 30 entro maggio. Le buone pratiche hanno coinvolto anche le strutture private convenzionate, integrate nel Cup senologico centralizzato, in modo da ampliare la capacità di offrire servizi e abbassare i tempi d’attesa.

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