Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Scritte sui muri contro Basile: in tre sotto torchio

Gli inquirenti non tralasciano nessuna traccia. Sequestrate in una Fiat Panda nuove carte legate all'attività politica. Al vaglio anche alcuni suoi interventi contro possibili speculazioni edilizie

L'abitazione di Basile, posta sotto sequestro. Sul selciato si nota la calce gettata per nascondere le tracce di sangue.

Dopo un'indagine coordinata dai carabinieri, gli inquirenti avrebbero stretto il cerchio intorno ai presunti autori delle scritte offensive nei confronti del consigliere comunale e provinciale dell'Italia dei Valori, Peppino Basile, che campeggiavano sui muri di Ugento. I carabinieri della stazione di Ugento avrebberio identificato i writer risalendo ai probabili acquirenti dellle bombolette spray dotate di una vernice speciale. Proprio in questi momenti, in caserma sarebbero finite sotto torchio tre persone, presumibilmente due uomini e una donna dall'apparente età superiore ai 30 anni e che non avrebbero precedenti con la giustizia. Ancora da accertare il movente che abbia spinto i vandali ad imbrattare i muri e i loro eventuali rapporti con Basile, se politici o di altra natura.

Intanto nella giornata di ieri la polizia ha effettuato una perquisizione accurata in casa di Peppino durante la quale è stata visitata anche l'auto del consigliere, una Fiat Panda, in cui vi erano ulteriori carte, tutte sequestrate. La trasferta ad Ugento degli inquirenti sarebbe stata sollecitata da una serie di interventi di Basile con i quali il consigliere comunale si sarebbe opposto più e più volte alla realizzazione di un nascendo complesso a macchia di leopardo che starebbe sorgendo nelle vicinanze di Torre Mozza.

Case sparse lungo un territorio disseminato su terreni rimasti incolti. Una presunta speculazione edilizia con una colata di cemento in una delle zone più incontaminate del basso Salento sulla quale Basile avrebbe sbottato più e più volte. Ovviamente è solo una delle tante piste che si aggiungono al carnet già vasto di ipotesi. E il complesso, sul quale vige il massimo riserbo, potrebbe aver portato gli inquirenti ad una visita bis. Intanto in mattinata i carabinieri del comando provinciale, guidati dal colonnello Carmine Caracciolo sono stati in Procura per un incontro con il sostituto procuratore Giovanni De Palma, titolare delle indagini.


Si profila con maggior precisione il lavoro dei militari che si stanno indirizzando sulla vita personale di Basile, sempre più fitta di misteri e salti nel buio. In Procura, c'è sempre il massimo riserbo, ma l'incartamento sequestrato, a quanto se ne sa, è ritenuto molto utile per il prosieguo delle indagini. Il filone politico è invece seguito dalla polizia, in un troncone di indagini distaccato dai militari dell'Arma. Negli ultimi periodi, nonostante i continui interventi di Basile, non sembrerebbe essere affiorato nulla di particolarmente grave. In Procura non è arrivato alcun esposto, semmai presunti litigi, covati nel tempo, sarebbero legati a vecchie questioni.

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