Scu, droga e bombe, chiesto il processo per il sindaco di Scorrano e altri 35 imputati

Si discuterà il 10 giugno la richiesta di rinvio a giudizio scaturita dalla clamorosa operazione “Tornado” sul clan Amato eseguita un anno fa dai carabinieri della compagnia di Maglie

SCORRANO - A un anno dal blitz arriva la richiesta di rinvio a giudizio nell’inchiesta “Tornado” sull’associazione di stampo mafioso operativa a Maglie e dintorni, gestita, secondo l’accusa, da Giuseppe Amato, detto Padreterno, 63 anni, di Scorrano e dal figlio Francesco, di 28, e che avrebbe avuto l’appoggio esterno del sindaco di Scorrano, Guido Nicola Stefanelli, di 56 anni.

Oltre ai due Amato e al primo cittadino, l’atto, firmato dal procuratore della Direzione distrettuale antimafia Guglielmo Cataldi e dal sostituto Maria Vallefuoco, è stato notificato ad altre 35 persone e sarà discusso il 10 giugno dinanzi al giudice Edoardo D’Ambrosio, nell’aula bunker del carcere di Lecce.

Al banco degli imputati, ci saranno anche: Marco Cananiello, 21, di Maglie; Andrea Carrisi, 30, di Botrugno; Antonio De Cagna, 47, di Scorrano; Giovanni Umberto De Iaco, 22 anni, di Scorrano; Amato Andrea De Luca, 22, di Scorrano; Simone De Luca, 42, di Maglie; Marco De Vitis, 43, di Ruffano; Francesca Ferrandi, 26 anni, residente a Madone (comune in provincia di Bergamo); Massimiliano Filippo, 42 anni, di Scorrano; Gloria Fracasso, 47 anni, di Scorrano; Gianpiero Gallone, 28 anni, di Scorrano; Giuseppe Grasso, 50 anni, di Lecce; Hamid Hakim, marocchino di 29 anni, residente a Madone (in provincia di Bergamo).

E ancora a: Salvatore Maraschio, 25 anni, di Maglie; Andrea Marsella, 27, di Maglie; Donato Mega, 37, di Scorrano, al quale è stata revocata la misura l’obbligo di dimora; Simone Natali, 30, di Scorrano; Matteo Peluso, 27, di Scorrano; Giorgio Piccinno, 30 anni, di Maglie; Sarah Piccinno, 36 anni, di Maglie; Luca Presicce, 26, di Scorrano; Matteo Presicce, 27, di Scorrano; Giorgio Rausa, 24, di Scorrano; Luigi Rausa, 45, di Scorrano; Salvatore Rausa, 31, di Scorrano; Matteo Rizzo, 22, di Poggiardo; Daniele Rosato, 22, di Scorrano; Luca Rosato, 24 anni, di Scorrano; Mirko Ruggeri, 45 anni, di Scorrano; Federico Russo, 22 anni, di Maglie; Franco Frisari Tamborino, 39 anni, di Maglie; Giovanni Verardi, 51 anni, di Maglie; Matteo Zezza, 26 anni, di Scorrano.

Le accuse, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, danneggiamento, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata.

Nel blitz, eseguito dai carabinieri della compagnia di Maglie con i colleghi del comando provinciale, finì anche l’imprenditore Luigi Antonio Maraschio, 54enne originario di Scorrano e residente a Maglie, per il quale non si è poi proceduto: dopo l’interrogatorio durante il quale (alla presenza dell’avvocato difensore Giuseppe Presicce) spiegò di essere all’oscuro delle eventuali iniziative intraprese a suo nome dall’organizzazione di cui farebbe parte il figlio Salvatore e di cui sarebbe a capo il genero Francesco Amato, il giudice Sergio Tosi gli restituì la libertà. La decisione del gip, impugnata dalla Procura, fu poi confermata dal tribunale del Riesame.

Fanno parte della difesa, gli avvocati Francesco Vergine, Luigi Corvaglia, Ladislao Massari, Mario Blandolino, Vincenzo Blandolino, Giuseppe Presicce, Maurizio Forte, Anna Grazia Maraschio, Rocco Daniele Petracca, Gabriele Presicce, Marzia Francesca Libetta, Silvio Caroli, Maurizio Rizzo, Veronica Merico, Pantaleo Cannoletta, Luigi Corvaglia, Roberta Cofano, Gaetano Stea, Dimitry Conte, Antonio Costantino Mariano, Anna Grazia Maraschio, Giovanni Montagna e Salvatore Giannaccari.

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