Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Scu, omicidio Nacci: invocate una condanna e un'assoluzione

Per Fiorello Rapanà l'accusa ha chiesto una condanna a sei anni in continuazione con un altro processo. Invocata, invece, l'assoluzione per Massimiliano Pagliara. I fatti sarebbero maturati in seno ai contrasti nel clan De Tommasi

LECCE – A distanza di vent’anni, era il 2 gennaio del 1993, sono state formulate una richiesta di condanna e una d’assoluzione per l’omicidio di Giuseppe Nacci. Due gli imputati nell'udienza preliminare dinanzi al gup Giovanni Gallo, entrambi di Campi Salentina. Per Fiorello Rapanà, assistito dall'avvocato Giovanni Pezzuto, l'accusa ha chiesto una condanna a sei anni in continuazione con un altro processo. Invocata l'assoluzione, invece, per Massimiliano Pagliara, assistito dall'avvocato Antonio Savoia. Entrambi avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato. La sentenza è attesa per il prossimo 8 febbraio. 

Le indagini sull'omicidio di Giuseppe Nacci rientrano nell'inchiesta battezzata "Maciste 2", condotta dai carabinieri del Ros e dalla polizia di Lecce, e che ha portato, a settembre del 2009 all'esecuzione di 38 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo salentino, per numerosi omicidi e tentati omicidi aggravati dal metodo mafioso.

Le indagini, incentrate sui principali capi storici della frangia leccese della Sacra corona unita, furono avviate nel 2002 e consentirono di ricostruire, anche sulla base delle dichiarazioni rese da alcuni collaboratori di giustizia, i moventi, gli autori e i mandanti di oltre diciotto omicidi e dieci tentati omicidi commessi durante la guerra di mafia che determinò il cruento scontro armato per il controllo del territorio che, dal 1987 al 2002, vide contrapposti gli storici sodalizi leccesi della Scu. Un'inchiesta che, attraverso le pagine degli atti giudiziari, ripercorre un pezzo di storia recente del Salento. Anni segnati da lotte spietate, capaci di lastricare di sangue la "terra tra i due mari" e in cui la vita umana poteva valere meno di un proiettile.

In particolare, Nacci sarebbe stato assassinato nell’ambito dei contrasti del clan De Tommasi per la gestione delle attività illecite.

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