Scuola di via Torino, genitori non abbassano la guardia

Gallipoli: nuovo fronte di battaglia per la sicurezza della succursale. L'Ufficio tecnico ha comunicato la sospensione dei lavori nelle aule "contese", Ma il Comitato non si fida e annuncia ricorso

Come si può conciliare la formazione scolastica dei piccoli alunni delle classi elementari del 3° Polo con l'istituzione dello sportello territoriale dell'Ufficio di esecuzione penale esterna (e sede del Segretariato sociale dell'ambito di zona di Gallipoli) in coabitazione nello stesso edificio? Al di là del tecnicismo, è pensabile che in una struttura dove ci sono dei bambini in età scolare si possa concepire l'istituzione di un servizio sociale che in buona sostanza (ma come ribadiscono i genitori, senza nessun tipo di posizione preconcetta o denigratoria) è destinato a soggetti che hanno avuto qualche problema di troppo con la Giustizia? Interrogativi legittimi e che animano la nuova presa di posizione del Comitato dei genitori dei piccoli alunni della succursale del 3° Polo di Gallipoli del plesso di via Torino. La mobilitazione di mamme e papà non si ferma. Non si può abbassare la guardia quando in gioco c'è la sicurezza dei propri figli nel senso più ampio del termine. Non bastavano le problematiche di carattere strutturale (atrio e palestra in primis) ad agitare i sonni dei genitori gallipolini, anche se sul piatto ci sono comunque 27mila e 500euro già destinati dal Comune per i lavori in merito. Ma la prospettiva di vedersi aprire da un giorno all'altro uno Sportello di esecuzione penale all'interno delle aule che in origine la stessa scuola aveva già pianificato di destinare a laboratorio informatico e multimediale, ha contrariato ulteriormente e doppiamente madri e padri di famiglia.

"Chi ci dice che tra i soggetti che devono finire di espiare i loro residui di pena in affidamento ai servizi sociali non ci sia qualcuno magari che ha avuto condanne per reati suo minori? E che effetti può avere la presenza di persone estranea al contesto scolastico o anche la presenza delle forze dell'ordine, alla vista e sull'equilibrio dei nostri bambini?". Gli interrogativi allarmati si sprecano nella nuova riunione che il Comitato dei genitori ha tenuto questa mattina nell'oratorio di San Lazzaro. Riunione alla quale hanno presenziato anche il preside dell'istituto Professionale "Leonardo Da Vinci", Enzo Benvenga (solidale con la battaglia dei genitori) in qualità di rappresentante per il settore scuola (insieme a Filomena Giannelli) del Comitato di base permanente dell'Ambito di zona di cui Gallipoli è Comune capofila, e i referenti del Sud Italia e per il Salento del Coordinamento internazionale delle associazioni per la tutela dei diritti dei minori, Alfredo Cardigliano e Roberto Stendardo. I genitori non transigono: "il plesso di via Torino, che per altro abbiamo subito come destinazione ultima per i nostri figli, è nato come scuola e tale deve rimanere in tutto il suo complesso. Non vogliamo, anche se questo termine non è molto gradito al commissario prefettizio Trovato, ma ribadiamo non vogliamo che le aule di informatica vengano destinate ad altri usi. E vogliamo invece che quell'edificio venga messo in sicurezza al più presto". Voci pressoché unanimi. Mentre il portavoce del Comitato, Walter Pepe, evidenzia non solo la condivisione alla battaglia delle associazioni di tutele dei minori, ma anche la possibilità di impugnare gli atti suggellati dal Comune (delibere e convenzioni per l'Ufficio di esecuzione penale) dinnanzi al Tribunale amministrativo.
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Messaggio chiaro per far capire, chi di competenza, che la battaglia non si ferma. Non sono stati sufficienti infatti gli incontri dei giorni scorsi tra alcuni referenti dei genitori e il commissario prefettizio di Gallipoli, Angelo Trovato e successivamente con la dirigente scolastica, Margherita Mele e il Consiglio d'Istituto. Proprio nel contempo in cui si celebrava martedì scorso l'incontro nella sede centrale dell'Istituto Comprensivo 3° Polo di via Gorizia, dall'Ufficio tecnico comunale giungeva una nota che comunicava la "sospensione" dei lavori inerenti la procedura di istituzione dello Sportello di esecuzione penale nella scuola di via Torino. Circostanza che non ha convinto più di tanto i genitori, che ora si riuniranno nuovamente in assemblea con la dirigente e gli insegnanti del plesso di via Torino e chiederanno un nuovo faccia a faccia con il Commissario Trovato e la dirigente dei Servizi Sociali del Comune, Maria Teresa De Lorenzis. Il Comitato non gradisce ne muri divisori, ne una soluzione alternativa (pur avanzata inizialmente) nei locali attigui dei via Modena. E' tempo che il Comune cambi rotta per i genitori. Perché anche la presidente del Coordinamento internazionale delle associazioni di tutela dei minori, Aurelia Passaseo, comunicando il suo appoggio, riferisce che non c'è un caso analogo in Italia come quello prospettato per la scuola di Gallipoli; perché anche il preside Benvenga ritiene che se il commissario Trovato insiste sulla sua posizione andrà incontro ad una battaglia "già persa in partenza…Non si può imporre una cosa del genere contro la volontà sovrana della dirigenza scolastica, del Consiglio d'istituto e dell'assemblea dei genitori"; perché la stessa dirigente scolastica del 3° Polo, dottoressa Mele, si ritrova tra capo e collo una situazione di cui ha avuto contezza solo a Novembre, per altro per via informale. Il Comune non ha mai (o ancora) comunicato ufficialmente la localizzazione dell'Ufficio penale nei locali della scuola di via Torino, ma ha invece, e paradossalmente, comunicato via fax la sospensione dei lavori in corso delle aule destinate ad ex laboratorio informatico. Cambiare rotta quindi, anche per ragioni di opportunità o semplicemente per far prevalere in buon senso. E da Palazzo Balsamo fanno sapere che qualcuno ci sta già pensando...

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