Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Se non ora quando? In piazza per i diritti delle donne

Grande partecipazione anche a Lecce alla manifestazione organizzata in piazza Sant'Oronzo dal "Coordinamento donne il rispetto della dignità e libertà femminile". E c'è ladesione massiccia del Pd

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LECCE - Una mimosa su un tavolo non fa otto marzo. Almeno non oggi, giornata di manifestazioni in tutta Italia, e anche a Lecce, in difesa dei diritti offesi e calpestati delle donne, che con l'otto marzo ha in comune il ricordo delle lotte per la conquista di pari dignità e opportunità per il gentil sesso, ma che si spera di non dover ripetere ancora.

Ogni giorno, per le donne che erano oggi in piazza Sant'Oronzo accompagnate dai loro compagni e da tanti signori in segno di solidarietà, è buono per compiere un balzo all'indietro verso la riduzione del corpo femminile a mero oggetto da usare, vendere e mercificare secondo le convenienze del marketing e della politica.

"Nè bigotte, nè mignotte" recita senza mezzi termini uno striscione applicato sul "sedile" della piazza, laddove si sono alternati reading e riflessioni ad alta voce di uomini e donne comuni, su temi resi scottanti dall'attualità soprattutto politica.

Proprio dai recenti scandali sessuali che hanno investito il premier Silvio Berlusconi , prende spunto l'iniziativa promossa dal Coordinamento nazionale delle donne che ha voluto però allargare i confini della manifestazione all'intero ruolo della donna nella società, perchè venga definitivamente riconosciuto e premiato - e se non ora, quando?- superando il retaggio di una cultura maschilista che vorrebbe ridurre la femminilità a puro ornamento e oggetto di scambio sessuale.

"Abbiamo voluto chiedere la partecipazione dei singoli, uomini e donne, slegati dall'appartenenza a partiti e comitati- spiega Paola Martino del Coordinamento di Lecce - perchè la giornata di oggi non deve trasformarsi in un'occasione di lotta contro nessuno, tantomeno contro altre donne".
A chi voleva, è stato poi chiesto di fornire pubblicamente cinque buoni motivi per essere oggi in piazza.

Queste le ragioni dell'Onorevole del Pd, Teresa Bellanova: "Partecipare per impedire che nel Paese si diffonda il messaggio che il denaro può comprare tutto, dai parlamentari alle donne scambiate come capi d'abbigliamento. Partecipare per riscattare la dignità di tante donne che non sono in vendita - continua il deputato -e che in un anno di lavoro, non riescono a ottenere il reddito che si ricava da una singola cena a casa del presidente Berlusconi".

"Sono qui in segno di protesta nei confronti di una classe politica retrograda e patetica - le fa eco Paola Povero, consigliere comunale del Pd - che non si rende conto del gigantesco movimento femminile che si muove dietro questa protesta: un movimento pieno di energia e professionalità, pronto a riscattare questo Paese che sta scivolando verso una subcultura da terzo mondo".


La serata in piazza Sant'Oronzo è proseguita con letture e video proiezioni che forse, da sole, non basteranno ad arrestare la "caduta libera" del Paese, ma rappresentano un'energica sferzata per cervelli sopiti. "Non possiamo accettare tutto", dicono. Ed è un inizio.

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