Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Securpol Security, licenziamenti “illegittimi”. Ma i due lavoratori sono ancora a casa

Il giudice del lavoro ha dato ragione alle due guardie giurate licenziate nell'estate 2013 che, però, ancora attendono di essere reintegrate. Usb valuta la richiesta di risarcimento per danni ulteriori e invoca l'intervento della Asl e della Prefettura

LECCE – Il giudice del lavoro ha disposto il reintegro di due lavoratori all’interno della società Securpol Security srl, con grande soddisfazione dell’Unione sindacale di base che aveva provveduto ad impugnare i licenziamenti, ritenuti “illegittimi, ingiusti ed inesistenti”.

Le due guardie giurate, Fausto Cardellino e Domenico Imbrogno, seguiti dagli avvocati Vincenzo Mariano e Cosimo Summa, hanno subìto il provvedimento dei licenziamento tra l’agosto ed il settembre 2013 da parte del noto istituto che attualmente gestisce il servizio di sorveglianza presso l’azienda sanitaria locale di Lecce, nei  presidi ospedalieri di Nardò, Gallipoli, Galatina, Scorrano e Casarano e presso l’ospedale “Vito Fazzi” del capoluogo. Entrambi tagliati fuori per presunte assenze ingiustificate dal luogo di lavoro, in realtà ritenevano di essere stati colpiti da un presunto licenziamento “discriminatorio”, dettato da motivi di ritorsione.

Il tribunale di Lecce, nella persona del giudice G. Lombardi, ha dato ragione ai due ricorrenti ed al sindacato che li ha difesi, disponendo il loro reintegro: “Questo provvedimento, datato 20 febbraio, ha l’effetto immediato di operare la ricostituzione del rapporto di lavoro- ha precisato la segreteria del sindacato -, ma ad oggi non ha visto l’ottemperanza da parte della società Securpol Security”. Usb, nel denunciare la mancata esecuzione della sentenza dunque,  ha annunciato la possibilità di chiedere il risarcimento per “danni ulteriori, anche non patrimoniali”.

I sindacalisti per non perdere ulteriore tempo, già ieri si sono rivolti al prefetto di Lecce, Giuliana Perrotta ed al direttore generale della Asl, Valdo Mellone, chiedendo il loro intervento affinché le ordinanze del giudice del lavoro vengano rispettate, e dunque eseguite mediante l’immediato reintegro delle due guardie giurate.

Ma c’è di più. L’Unione sindacale di base ha invitato il direttore Mellone a valutare l’ immediata rescissione del contratto di appalto sottoscritto con  Securpol, “nel caso in cui i provvedimenti giurisdizionali a cui sottendono le norme legislative e le norme contrattuali attualmente vigenti non venissero rispettati”.

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