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Lunedì, 20 Maggio 2024
Cronaca Viale Porta d'Europa

Seguono il corriere in 500, trovano la cocaina nella villa: sei fermi tra Lecce e Veneto

Antonio Villirillo, 47enne di Crotone, ma residente a Portogruaro, aveva fissato un appuntamento alle porte di Lecce con Ferdinando Donadeo, 63enne. I carabinieri li hanno seguiti fino alla periferia di Surbo. Nell'irruzione fermati anche altri due. E al nord scoperta altra droga e 16mila euro

LECCE – Sei fermi per droga (poco più di 3 chili di cocaina) e un’operazione che ancora non è terminata del tutto. I carabinieri del Nucleo investigativo e della compagnia di Lecce potrebbero arrivare a scoprire nuovi elementi nel corso delle prossime ore, un giro d’affari ben più ampio. Una cosa è certa: per l’ennesima volta emerge un filo diretto fra Lecce e la Calabria nelle dinamiche criminali.

Ma se è vero che armi e droga sempre più spesso viaggiano lungo le tratte che collegano le due terre dirimpettaie, divise solo dal Golfo di Taranto e da una lingua di terra che attraversa la costa lucana, questa volta uno dei personaggi finiti in trappola, di Crotone (di un certo spessore negli ambienti malavitosi), si è scoperto avere residenza in Veneto. Ed è anche lì che sono arrivati i militari, nelle ultime ore. A Portogruaro, per la precisione, dove si trova la famiglia di Antonio Villirillo, 47enne, che alla periferia del capoluogo salentino vi è arrivato ieri a bordo di una Fiat 500 abarth.   

I militari seguivano da un po’ di tempo una loro vecchia conoscenza, il leccese Ferdinando Donadeo, di 63 anni, e hanno notato che s’incontrava di frequente con Umberto Nicoletti, 38enne. Intuito che i due si preparavano a qualche “visita” a Lecce, ieri mattina si sono appostati proprio all’ingresso della città, nei pressi dell’Hotel Tiziano.

Lì davanti è avvenuto il contatto tra Donadeo e il “misterioso” (ma ancora per poco) uomo nella scattante 500. I militari, ovviamente in abiti civili e sempre con la massima discrezione, hanno seguito le due auto (Donadeo ha preso la sua ed ha fatto strada) che sono giunte a Surbo, in via Giorgio La Pira. Si tratta di una zona alla periferia nord del comune, che conduce verso le campagne. E qui hanno raggiunto un villino che, si sarebbe scoperto in seguito, era nella disponibilità di Nicoletti.

All’interno si stava svolgendo un incontro fra quattro persone. Ovvero, era presente un altro giovane, il 25enne leccese Andrea Santoro. I carabinieri sono riusciti a documentare il trasbordo di “qualcosa” dalla 500 all’interno della villa. A quel punto l’irruzione, ostacolata da Nicoletti e con il tentativo di fuga di Donadei, subito bloccato. I carabinieri hanno poi richiesto l’aiuto della guardia di finanza della compagnia di Lecce, dotata di un'unità cinofila. E i due cani antidroga delle “fiamme gialle” sono stati determinanti, perché, seguendo il percorso del fuggitivo, sono arrivati a puntare la stanza da letto della villa.

All’interno di un armadio, sotto alcuni maglioni, c’era in effetti una busta nera con dentro due panetti di cocaina per 2 chili e mezzo circa. Identificato il corriere calabrese, scoperto che abita a Portogruaro, da Lecce è partita la segnalazione ai carabinieri veneti che hanno effettuato una perquisizione in casa di Villirillo, bloccando il figlio, Rocco, 20enne, e la convivente dell’uomo, una donna marocchina, finiti anche loro nei guai. In casa, infatti, c’erano altri 600 grammi di cocaina e 16mila euro in contanti. I primi quattro sono stati destinati al carcere di Lecce, su disposizione del pm di turno, Roberta Licci. In carcere anche la donna marocchina. Ai domiciliari il figlio di Villirillo. 

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