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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca Monteroni di Lecce

Clan Caracciolo-Montenegro: condanne per oltre due secoli di reclusione

Emesso il verdetto nel processo d’appello nato dall’operazione “Battleship” a carico di 22 imputati. Nessuno “sconto” alla coppia ritenuta a capo dell’associazione

MONTERONI - Si è concluso con la conferma di sette condanne e la riduzione di altre 15, il processo d’appello nato dall’inchiesta “Battleship”, condotta dal procuratore della Dda Guglielmo Cataldi con il personale del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Lecce, sull’associazione “Caracciolo-Montenegro”, considerata una costola secessionista dello storico clan della Scu Tornese di Monteroni.

Nessuno “sconto” è stato concesso alla coppia considerata a capo del sodalizio criminale impegnato nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, ma anche in estorsioni, rapine, furti e minacce aggravate dall’uso delle armi e attivo, negli anni 2014 e 2015, a Monteroni, Leverano, Copertino e Porto Cesareo: 20 anni, più multa di 10.400 euro, ad Alessandro Caracciolo, 59 anni, e altrettanti, più multa di 14.400 euro, alla moglie Maria Antonietta Montenegro, di 52, residenti a Monteroni di Lecce.

Alcuna variazione al verdetto, emesso il 6 aprile del 2020 dalla giudice Simona Panzera all’esito del processo discusso col rito abbreviato, anche per altri sei imputati: 6 anni, e 4mila di multa, per Andrea Carlino, 34, di  Racale; 7 anni, più mille euro di multa, per Loris Pasquale Casarano, 47 anni, di Taviano; 14 anni per Salvatore Conte, 54, di Leverano; 2 anni e 8 mesi 12mila euro di multa per Stefano De Leo, 46, di Monteroni di Lecce; 4 anni e 8 mesi, più mille euro di multa, per Ivan Mario Greco, 34, di Alliste.

La Corte d’appello presieduta dal giudice Vincenzo Scardia ha ridotto la pena per altri 15 imputati, sia per differenti valutazioni legate al riconoscimento delle attenuanti generiche sia perché sono state considerate ipotesi più lievi al reato di spaccio. In particolare: da 16 anni e otto mesi, più multa di 8mila euro, a 12 anni, 9 mesi e dieci giorni per Mirko Burroni, 38 anni, di San Cesario di Lecce; da 18 anni e 4 mesi, e multa di 5.600 euro, a 13 anni, dieci mesi e 20 giorni per Angelo Cosimo Calcagnile, 46, leveranese (domiciliato a Porto Cesareo); da 14 anni, più 6mila di multa, a 10 anni e 8 mesi per Simona Caracciolo, 30 anni, di Monteroni; da 12 anni più 9.600 euro di multa a 10 anni, due mesi e 20 giorni per Antonio Cordella, 35, di Leverano;  da 6 anni e mezzo, più 6mila di multa, a 5 anni, 7 mesi e dieci giorni per Bruno Guida, 45, di Leverano; da11 anni, più 7.600 euro, a 9 anni e 4 mesi per Alessandro Francesco Iacono, 38 anni di Leverano; da 16 anni e due mesi a 13 anni e 10 mesi, per Massimiliano Lorenzo, 45, di Monteroni di Lecce; da 16 anni e otto mesi, più multa di 8mila euro, a 9 anni, un mese e 10 giorni per Cristian Nestola, 36, di Leverano. E, ancora: da 5 anni e mezzo, più 2mila euro di multa, a 5 anni, 4 mesi e 20 giorni (che in continuazione a una precedente condanna divenuta irrevocabile diventano 7 anni, 4 mesi e 20 giorni) per Andrea Quarta, 44, di Monteroni di Lecce; da 9 anni e 4 mesi, e multa di 2mila euro, a 8 anni, 9 mesi e 10 giorni, per Andrea Quarta, 39, di Leverano; da 8 mesi, pena sospesa, e 4mila euro di multa, a 6 mesi, 20 giorni, e duemila euro di multa, per Cristian Raganato, 26 anni, di Copertino; da 2 anni, più 10mila di multa, a un anno e 4 mesi, più seimila e 667 euro di multa, per Andrea Ricchello, 34, di Monteroni di Lecce; da 16 anni e due mesi, e 20mila di multa, a 10 anni e mezzo per Michele Antonio Ricchello, 46, di Alliste; da 2 anni e 8 mesi, più 30mila euro di multa  a 2 anni e 4 mesi, più 14mila euro di multa, per Carlo Squittino, 50, di Castro; da 20 anni, più multa di 30mila euro, a 18 anni, sei mesi e 20 giorni, per Altin Shehaj, 42enne, di origini albanesi ma residente a Melissano. Per quest’ultimo, nei riguardi del quale è stata disposta l’assoluzione “perché il fatto non sussiste” per un episodio di spaccio, è stata eliminata la misura di sicurezza della libertà vigilata così come per Iacono.

Le motivazioni del dispositivo della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

A difendere gli imputati ci hanno pensato gli avvocati: Stefano Stefanelli, Rita Ciccarese, Mario Coppola, Raffaele Pesce, Ladislao Massari, Angelo Vetrugno, Alberto Ferro, Francesco Fasano, Paride Marti, Pantaleo Cannoletta, Cosimo D’Agostino, Giuseppe Romano, Massimo Bellini, Davide Spiri, Laura Minosi, Giuseppe Bonsegna, Stefano Prontera, Stefano Pati, Valeria Corrado, Luca Puce, Selene Mariano.

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