Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Xylella, dai giudici europei via libera all'abbattimento delle piante ospiti

La sentenza rimette in discussione il piano di interventi deciso dalla Regione Puglia in aprile. Emiliano convoca una riunione della task force

LECCE – Per la Corte dei giustizia europea, sollecitata sul punto da un rinvio del Tar del Lazio, gli ulivi che si trovano nel raggio di 100 metri da quelli colpiti dal batterio della xylella possono essere abbattuti.

Questa misura, infatti, non è stata giudicata in contrasto con il principio di precauzione, ma anzi è stata ritenuta proporzionata rispetto all’obiettivo della prevenzione perseguito dalla decisione di esecuzione adottata dalla Commissione Europea nel maggio del 2015 alla luce delle evidenze scientifiche allora disponibili: tra queste quella per cui tra batterio e disseccamento degli ulivi non poteva essere stabilito un nesso certo di causalità, ma solo un’alta correlazione.

Va ricordato che in quel provvedimento la provincia di Lecce, dove l’eradicazione del batterio non era più considerata possibile, veniva già sostanzialmente esclusa, salvo qualche focolaio nella sua zona settentrionale, dall’obbligo di abbattimento.

La sentenza dei giudici europei non dovrebbe dunque avere ripercussioni dirette nel Leccese, ma rimette in discussione il piano d’intervento elaborato dalla Regione Puglia nello scorso aprile, molto meno invasivo dei due piani precedenti - affidati all’ex commissario Giuseppe Silletti - in quanto prevede l’abbattimento delle piante scoperte infette nelle zone indenni e la potatura radicale di quelle intorno.

Non a caso poche ore dopo la pubblicazione della sentenza è arrivata, da parte del presidente Michele Emiliano, la convocazione della task force per la ricerca scientifica, alla quale farà seguito un incontro con la Procura di Lecce, che a dicembre ha bloccato il secondo piano Silletti, e con il ministero dell’Agricoltura.

Il governatore immagina quindi di approdare con una posizione comune davanti ai commissari europei all’Ambiente, alla Salute, all’Agricoltura. “La Regione Puglia – ha dichiarato in una nota - vuole definire un percorso di lunga prospettiva che tenga conto delle misure compensative e degli indennizzi a favore dei soggetti colpiti dalle eventuali misure imposte dall’Unione Europea. Intende inoltre condividere un progetto complessivo di ripensamento e rilancio dell’agricoltura nelle zone colpite. Infine definire un piano di salvaguardia del patrimonio arboreo insostituibile della Regione Puglia, a cominciare dai nostri ulivi secolari”.

Sulla questione degli indennizzi i giudici hanno spiegato che il relativo diritto non è escluso per il solo fatto di non essere contemplato nella decisione della Commissione. La corte ha comunque chiarito che se i dati scientifici dovessero dimostrare che la rimozione delle piante ospiti in prossimità di quelle infette non fosse più necessaria, allora la stessa Commissione dovrebbe modificare la sua decisione. 

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