Polo umanistico, De Cristofaro non diffamò Buonerba e Tondo

L'ex assessore di Palazzo Carafa e il braccio destro di Adriana Poli Bortone non otterranno alcun risarcimento dal politico che si candidò alla poltrona di sindaco. La vicenda, relativa a un accordo dai contorni poco chiari sulla realizzazione di una cittadella universitaria, cominciò nel 2006

Un'aula del Tribunale (@TM News/Infophoto)

LECCE – Dopo sette anni, il Tribunale di primo grado ha rigettato la richiesta di risarcimento per un totale di  200mila euro, avanzata da Massimo Buonerba e Angelo Tondo, attualmente consigliere e presidente del consorzio Asi. Consulente dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone l'uno, assessore e braccio destro l’altro, si sentirono diffamati dalla critica politica di Mario De Cristofaro.  Lo ha stabilito il giudice Elena Dinoi, nel corso della mattinata, il quale ha assolto lo storico esponente della destra leccese. Per il magistrato, infatti, la vicenda è da inquadrare “in un contesto esclusivamente politico di campagna elettorale” e ha ritenuto le dichiarazioni del politico “nell’esercizio legittimo del suo diritto di critica, non avendo mai rilasciato dichiarazioni lesive della reputazione”. 

Nel 2006, l'ex presidente del Consiglio regionale pugliese , si candidò alla carica di principale inquilino di Palazzo Carafa. Condusse una campagna elettorale all’insegna della denuncia di alcuni aspetti che, a suo dire, erano poco chiari. La vicenda relativa al “polo umanistico”, in primis. Argomento che, sempre secondo le motivazioni della sentenza depositate dal giudice, “rivestiva, senza ombra di dubbio, una spiccata rilevanza sociale”.mario-de-cristofaro-durante-la-campagna-elettorale-del-maggio-2007-foto-archivio-lecceprima-2-2

Una sorta di cittadella universitaria, decisa dall’amministrazione comunale in carica, che avrebbe dovuto ospitare fino a oltre 15mila studenti, in residenze che sarebbero sorte sui terreni di via Estrafallces, nei pressi di viale della Repubblica. L’allora primo cittadino di Lecce, Adriana Poli Bortone, infatti, aveva stipulato un accordo con l’ateneo leccese, il cui rettore era Oronzo Limone. Un accordo che Mario De Cristofaro definì “opaco”, poiché si interrogò su un aspetto: “Come mai non vengono utilizzati i terreni adiacenti al campus dell’Ecotekne, a Monteroni di Lecce, già edificabili, invece di quelli leccesi, seminativi?”.  Questa, all’incirca, la domanda che si pose De Cristofaro.

Nonostante quei terreni fossero seminativi, tuttavia, una variante edilizia era stata già approvata e contenuta in una delibera comunale. Addirittura, nel documento programmatico del Pug, il Polo umanistico risultava di già. L’accordo, intanto, divenne di programma fra Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce, Miur e Università. De Cristofaro, a quel punto, sospettò che il motivo della scelta fosse dovuta a un aspetto inquietante, al fatto cioè che quelle zolle fossero, quasi tutte,  di proprietà “Guercia-Sammarco”, cugini di primo grado di Massimo Buonerba, ex consulente di Adriana Poli Bortone. Così ne denunciò la speculazione sui media, in piazza, e con un esposto presso la Procura della Repubblica.

Contestualmente, il Comune di Monteroni di Lecce, presentò un ricorso al Tar, che poi vinse. Mentre De Cristofaro fu citato a giudizio assieme direttore della testata “Città Magazine”, Cesare Vernaleone, dall’editore “Brand&Co”, da Angelo Tondo e Buonerba. I due chiesero una somma di 100mila euro a testa, come risarcimento per il reato di diffamazione. Il progetto del “polo umanistico”, successivamente,  fu accantonato. Soddisfazione per l’avvocato Giuseppe Milli che, assieme ad Alessandro Favale, ha difeso Mario de Cristofaro. “Dopo sette anni di lunga battaglia giudiziaria, finalmente è stata riconosciuta la totale estraneità nei confronti di Mario De Cristofaro. Il quale, lo ricordo a tutti, ha avuto l’unica colpa di denunciare quanto oggi tutti scoprono e che, all’epoca dei fatti, nel 2006, poteva apparire come una favoletta”.

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