Rapina a mano armata di insetticida, condannata a 2 anni e quattro mesi

La 50enne leccese finì in manette alla fine di aprile, perché accusata di rapina aggravata ai danni di un ragazzo, porto abusivo di arma bianca e lesioni. Al termine del giudizio con rito abbreviato, il gup del Tribunale di Lecce ha stabilito la pena che la donna dovrà scontare in carcere

Il Tribunale di Lecce

LECCE – Fu protagonista di una storia di ordinaria criminalità, di quelle che accadono all’alba di una domenica sonnacchiosa, e che improvvisamente travolgono la vita della vittima di turno. Giuseppa Rossi, 50 anni, leccese, fu arrestata a fine aprile dalla polizia con l’accusa di rapina aggravata, porto di arma bianca e lesioni. Per quei fatti oggi è stata condannata a 2 anni e quattro mesi di reclusione al termine del giudizio con rito abbreviato. La sentenza è stata emessa dal gup Carlo Cazzella.

La vicenda iniziò poco dopo le 5 del mattino, quando nella sede della questura di viale Otranto si presentò un giovane per denunciare di essere stato vittima poco prima di una aggressione, mentre a bordo della sua auto transitava su via San Cesario. Agli agenti delle volanti la vittima raccontò, nei particolari, di essere stato aggredito poco dopo essersi fermato per leggere un messaggio che gli era giunto sul telefonino. In quel momento fu affiancato da una Matiz, con a bordo un individuo, con il volto reso irriconoscibile da un cappuccio di una felpa e da un foulard nero. L’aggressore, dopo avergli spruzzato qualcosa sul viso con una bomboletta spray, gli sottrasse il telefono cellulare, per poi allontanarsi a bordo della Matiz.

La vittima fu accompagnata, per le cure mediche, presso il pronto soccorso del “Vito Fazzi” di Lecce. Lì i medici gli riscontrarono l’inalazione di sostanze chimiche. Per lui la prognosi fu di cinque giorni. Poi, il racconto alla polizia della sua brutta esperienza e subito l’avvio delle indagini per risalire all’autore dell’aggressore. Gli agenti delle volanti, trovarono poco dopo in via Fazzi, vicino a piazza Sant’Oronzo, la Matiz parcheggiata e chiusa a chiave ma ancora con il motore caldo. All’interno i poliziotti notarono, sul sedile anteriore destro, un cellulare privo di batteria e con la custodia staccata, simile a quello descritto dalla vittima, con accanto una bomboletta di insetticida spray.

Nel frattempo, durante i sopralluoghi proseguiti nel centro della città, gli agenti notarono una persona sbucare da dietro l’edicola di via Trinchese che cercava di allontanarsi a piedi frettolosamente in direzione opposta. Poco dopo fu raggiunta e bloccata. 

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