Separazione delle carriere dei magistrati, raccolta firme al Tribunale penale

L'appuntamento, organizzato dalla Camera penale di Lecce, è fissato per il 6 giugno nell'atrio dell'entrata posteriore

LECCE – Dopo il successo della raccolta firme organizzata presso il Tribunale civile, l'iniziativa a favore della proposta di legge costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti, organizzata dalla Camera penale di Lecce, proseguirà domattina 6 giugno 2017, all'interno del Tribunale Penale, nell'area dell'ingresso posteriore.

L'ubicazione del punto di raccolta firme all'interno del perimetro del Tribunale è stata espressamente autorizzata dal presidente della Corte d'Appello, Vincenzo Scardia, cui la Camera penale di Lecce rivolge un ringraziamento per il garbo istituzionale e la sensibilità dimostrati.

Trentatremila firme per la separazione delle carriere, in meno di un mese di raccolta in tutta Italia, rappresentano non solo un dato straordinario di per sé, ma un autentico segnale politico inviato da migliaia di cittadini alle istituzioni, e ciò rende l'idea di quanto tale tematica sia fondamentale agli occhi dell'opinione pubblica. Il consenso arriva con entusiasmo anche dai non addetti ai lavori, e grazie alla mobilitazione di centinaia di avvocati e a una vasta campagna di comunicazione, anche durante le festività, decine di migliaia di cittadini, firmando nelle piazze, hanno potuto testimoniare l'importanza della tematica posta dall'Ucpi. La risposta di consensi ottenuta in questi prime settimane, infatti, dimostra quanto sia stato corretto porre l'attenzione su un tema così fondamentale e fino a oggi considerato di nicchia e per addetti ai lavori. Il diritto ad avere un giudice terzo, la cui carriera sia nettamente distinta da chi accusa, è un diritto di tutti, non solo degli avvocati e l'opinione pubblica dimostra di saperlo.

La Camera Penale di Lecce ha proclamato dal 12 al 16 giugno una nuova astensione dalle udienze, per protestare contro “la irresponsabile approvazione a colpi di fiducia” della riforma della giustizia penale da parte del Governo. Il 13 giugno la legge di riforma approderà alla Camera dei Deputati, dopo esser stata approvata in Senato.

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Critica, da sempre, la posizione della magistratura associata, ad avviso della quale separare le carriere dei magistrati giudicanti da quelle dei magistrati inquirenti finirebbe con il rendere i pubblici ministeri meno indipendenti (con il concreto rischio di un loro più facile controllo da parte dell’esecutivo) e più lontani dalle regole della giurisdizione (ciò che, a lungo andare, li trasformerebbe in dei super-poliziotti, a detrimento dei diritti e delle garanzie dei cittadini).

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