Nuovi sigilli per opere abusive sul litorale. Sequestri a Torre Lapillo

Ancora un provvedimento del personale della capitaneria di porto lungo la costa di Porto Cesareo. Sigilli per abitazioni e recinzioni prive di autorizzazione

Un militare davanti all'edificio

PORTO CESAREO – Ancora controlli e sigilli lungo la costa cesarina da parte del personale della guardia costiera impegnato nelle verifiche contro gli abusi e le costruzioni abusive realizzate sul suolo demaniale. L’attività di monitoraggio del litorale lungo il tratto costiero di Porto Cesareo ha portato nuovamente al sequestro di alcune aree recintate e di pertinenza di due villette unifamiliari realizzate nella marina di Torre Lapillo.  Le attività di indagine che seguono le direttrici di quelle eseguite nel corso delle  recenti attività poste nella medesima località, si sono sviluppate partendo da verifiche incrociate effettuate presso gli uffici dell’agenzia del demanio, del Comune di Porto Cesareo e dell’ufficio provinciale del Territorio di Lecce.

Dall’esame e dalla comparazione della cartografia relativa ad abitazioni ed aree recintate presenti lungo il litorale di Torre Lapillo, i militari dell’ufficio locale marittimo di Torre Cesarea e della capitaneria di porto di Gallipoli, hanno ricostruito lo storico di due immobili e sulla base delle incongruenze rilevate e verbalizzate hanno provveduto al sequestro quasi totale delle zona. I sigilli sono stati aptorre lapillo 1-2-4posti su due aree aventi una superficie complessiva di quattrocento metri quadrati, sottratta alla pubblica fruibilità in quanto chiusa con muri di recinzione con sovrastanti ringhiere in cemento prefabbricato e cancelli in ferro posizionati direttamente sull’arenile al fine di riservarne l’utilizzo esclusivo ai proprietari delle stesse abitazioni.

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Anche in questo caso i responsabili sono stati deferiti, in stato di libertà, all’autorità giudiziaria per avere realizzato opere in assenza del permesso di costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, per aver occupato abusivamente superfici del demanio marittimo e per aver distrutto e deturpato bellezze naturali.

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