Cronaca

Nuovo colpo al clan Padovano, sequestrati beni per 3 milioni

Una società, immobili, mezzi e rapporti bancari. E dalle prime ore di questa mattina che i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria e i carabinieri del Ros, stanno dando esecuzione al decreto di sequestro emesso dal Tribunale su richiesta della Dda

La pescheria Paradiso del Mare, del cugino di Padovano.

GALLIPOLI - Beni sequestrati al clan Padovano per 3 milioni di euro. Dalle prime ore di questa mattina, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Lecce, assieme ai carabinieri del Ros, stanno dando esecuzione al decreto di sequestro anticipato, disposto dal Tribunale leccese, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia,.

Il provvedimento è stato emanato nei confronti del capo clan della Scu gallipolina, Pompeo Rosario Padovano,PADOVANO_POMPEO_ROSARIO-4-4 41enne attualmente detenuto, degli eredi del boss Salvatore Padovano, alias Nino Bomba, esponente storico della cosiddetta "vecchia guardia" della Sacra corona unita e capo indiscusso del gruppo omonimo, fino al mese di settembre del 2008, anno in cui morì, all'età di 48 anni, freddato da quatto colpi, esplosi da una pistola semiautomatica.

La misura ha coinvolto anche  Cosimo Cavalera, 36enne,  detenuto, e Giorgio Pianoforte, 49enne, recluso nel carcere di Lecce, cugino e sodale dei due fratelli Padovano. Pianoforte era il  titolare della pescheria in cui è avvenuto l'omicidio di Nino Bomba. Secondo gli inquirenti, il 49enne era a conoscenza dell'assassinio pianificato all'esterno della sua attività commerciale, ed è inserito a nel processo, a livello indiziario, non ancora probatorio, per tentato omicidio con finalità mafiose.

Fra i beni sequestrati, in attesa della successiva confisca, due società: "Il Paradiso del mare srl" , rispettivamente in via Santa Maria al Bagno e via San Leonardo e un'altra,  la "Billig srl, tutte con sede a Gallipoli. E, ancora, due cooperative, la "Oltremare" e la "Totò Fish&Food", specializzate nella vendita all'ingrosso di elettrodomestici e al commercio di prodotti per la pesca.

Sottoposti alla misura di prevenzione patrimoniale  anche la "Sea Business di Padovano Angelo", un immobile ad uso esercizio commerciale, cinque edifici ad uso abitazione e un box. Non è tutto: anche due appezzamenti di terreno, tre lotti edificabili e 16 mezzi, tra cui anche motoveicoli.

Le indagini, eseguite dai militari dell'Arma e dai  finanzieri del Gico, il Gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata, sono state concentrate sulla cittadina ionica e comuni dell'hinterland.

L'attività investigativa è partita delle più note inchieste "Galatea", eseguita dai Ros e "Canasta", da parte degli uomini delle fiamme gialle. Blitz che hanno consentito, tra il 2008 e il 2010, di debellare una delle più agguerrite organizzazioni mafiose operante nella provincia leccese.

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