Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Emissioni maleodoranti nel trattamento dei rifiuti. Sequestrato biostabilizzatore

I carabinieri del Noe, assieme agli agenti di polizia provinciale, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nell'impianto per il trattamento dei rifiuti solidi urbani alla periferia di Poggiardo. Per tre, l'ipotesi di reato è getto pericolo di cose

Le forze dell'ordine sul luogo del sequestro

POGGIARDO – Emissioni maleodoranti derivanti dai cicli di produzione e gestione dell'impianto. In questo contesto è scattato il sequestro preventivo per il biostabilizzatore di Poggiardo. I militari del Nucleo operativo ed ecologico, assieme agli agenti di polizia provinciale, hanno infatti eseguito il decreto, emesso dal gip del Tribunale di Lecce, Alcide Maritati, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Negro, relativo all’impianto di trattamento dei rifiuti solidi e urbani, di proprietà della ditta “Progetto ambiente srl”. l'ipotesi di reato, al momento contestata a tre persone, è quella del getto pericoloso di cose.  

Al termine di alcune indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Lecce e partite sulla scorta di alcuni esposti presentati da cittadini e associazioni, i carabinieri e gli agenti si sono presentati presso la struttura per eseguire la misura, in località “Pastorizze”, alla periferia del comune salentino. La Procura leccese, nel disporre l’esecuzione del provvedimento, ha concesso un termine di 15 giorni, per consentire l’eventuale adeguamento degli impianti sequestrati. In questi ultimi è in corso una consulenza tecnica, a cura dell’ingegnere Barbara Valenzano, dell’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Saranno maggiori approfondimenti a stabilire tutte le responsabilità. Come hanno, infatti, verificato le indagini del Noe e della polizia provinciale, i danni  sono stati causati, nei territori dei comuni di Poggiardo e Giuggianello, in luoghi di pubblico transito e di uso.

Appena tre mesi addietro, era il 9 giugno, scattò lo stesso provvedimento anche per l’impianto di Cavallino. Anche in quell’occasione, i sigilli furono apposto in una operazione congiunta da parte del Noe e della polizia provinciale, gli odori nauseanti segnalati dai cittadini del comune messapico, portarono al sequestro. Nel corso dei giorni successivi, uno dei due impianti fu poi dissequestrato.

L'AMMINISTRAZIONE: "SEGNALATO SEMPRE OGNI EPISODIO"

Intanto, il sindaco Giuseppe Colafati e l'assessore all'Ambiente Alessandro De Santis, rendono noto che nelle prossime cercheranno di comprendere meglio i termini della vicenda, per capire in che misura l'impianto potrà garantire il pubblico servizio e se sono state disposte prescrizioni da parte della Procura.

Sindaco e assessore di Poggiardo aggiungono anche, in una nota, di aver "sempre tenuto alta la guardia sul tema dei cattivi odori, segnalando ogni episodio e sollecitando ripetutamente controlli e iniziative per ridurre il fenomeno, respingendo con fermezza l’ipotesi di convertire parte del biostabilizzatore in impianto di compostaggio". 

A tale proposito, menzionano una recente l'assemblea dei sindaci in sede Ato, che, "ritenendo valide le ragioni del Comune di Poggiardo, ha riconosciuto un finanziamento di oltre due milioni di euro per il miglioramento dell'impianto". Da qui le considerazioni finali: "Evidentemente, la magistratura, nella cui attività si è sempre riposta massima fiducia, avrà ritenuto ineludibile il provvedimento adottato, avendo, nei mesi, raccolto dati e notizie sufficienti a valutare eventuali responsabilità".

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