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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca Racale

Undicimila paia di calze contraffatte: imprenditore nei guai. Denunciati due dei 21 lavoratori in nero

L’operazione dei militari della guardia di finanza di Gallipoli in quattro ditte di Racale: tutte sospese. Sette dei 21 dipendenti irregolari percepivano il Reddito di cittadinanza

RACALE - Vacilla lo storico "impero delle calze" del basso Salento. A Racale scovate 11mila paia di calze di marchi “Fila” e “Nike”, rigorosamente false. Sono finite sotto sequestro, nei giorni scorsi, assieme a cinque macchinari, a seguito di una indagine condotta dai finanzieri della compagnia di Gallipoli. Il titolare di una delle quattro ditte ispezionate, la "7even", era finito agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata poi revocata a seguito dell'interrogatorio di convalida, svolto alla presenza dell'avvocato difensore Carlo Portaccio, dal giudice Marcello Rizzo, anche in considerazione dello stato di incensuratezza dell'indagato. Denunce inoltre per due dei lavoratori trovati in “nero”. Per tutte e quattro le attività coinvolte, infine, è stata inoltre disposta la sospensione provvisoria dell’esercizio.

Tutto è partito da un controllo dei finanzieri gallipolini, diretti dal comandante Fabio Gugliandolo in collaborazione coi colleghi del comando provinciale, all’interno di una società del luogo operante nel settore della produzione e confezionamento delle calze. Altre tre ditte avrebbero collaborato con la srl nel fornire manodopera per la produzione e il successivo confezionamento. Proprio all'interno di una di queste attività, le fiamme gialle hanno apposto i sigilli anche a cinque dei macchinari trovati: si tratta di quelli utilizzati nella parte di produzione con marchi falsi.

Al momento dell’ispezione, i finanzieri hanno trovato il personale impegnato nella realizzazione di calze di noti marchi, confezionati con un packaging rapido ed efficace. Mirko Paolo Settembrini, 34enne racalino titolare della ditta "7even", era finito ai domiciliari ma, come anticipato, è stato poi rimesso in libertà dal gip.2-221

I successivi approfondimenti anche nei confronti di altre tre attività imprenditoriali dello stesso settore e collegate da rapporti commerciali con l’azienda inizialmente sottoposta a controllo, hanno consentito di ipotizzare violazioni fiscali per oltre 78mila euro e scoprire 21 lavoratori irregolari, le cui posizioni sono tuttora in corso di accertamento.  Sette dei 21 dipendenti sono risultati percettori del Reddito di cittadinanza. Per due di questi è scattata anche la denuncia, gli altri sono stati segnalati agli uffici Inps per una verifica sulla posizione e l’eventuale restituzione delle somme indebitamente percepite. Nessuno fra gli altri titolari di attività risulta indagato. Per loro segnalazioni e illeciti di natura fiscale: per una, in particolare, è stato disconosciuto il beneficio dei contributi minimi non rientrando più nell’omonimo regime, bensì in quello ordinario.

Articolo aggiornato alle ore 23.56 del 7 dicembre 2022, con la notizia della della revoca della misura cautelare dei domiciliari nei riguardi dell'imprenditore.

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