Sigilli al canile sanitario: condizioni invivibili e pericolo di epidemie

Eseguito dal Corpo forestale il sequestro preventivo predisposto dal gip Carlo Cazzella. Cuccioli tenuti a pochi metri da animali con lesmaniosi, ricoveri improvvisati in uffici e ambulatorio. Ora gli animali sono in un rifugio

I cani trasferiti con le auto dei volontari e i mezzi dell'Asl

LECCE - Venti cuccioli custoditi nell'atrio e poco distante, esemplari adulti affetti da lesmaniosi senza i necessari box di isolamento. E' l'immagine sintetica della situazione di estremo degrado, già certificata dal Corpo forestale dello Stato il 24 gennaio, all'interno del canile sanitario del Comune di Lecce per il quale è scattato oggi il sequestro preventivo. Il giudice per le indagini preliminari, Carlo Cazzella, nell'ambito di un'inchiesta, per il momento contro ignoti, ipotizza la presenza di gravi indizi riconducibili a due reati: l'omissione di atti d'ufficio e la tenuta di animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.

Dalle prime ore di questa mattina i volontari e gli addetti della Asl sono alle prese con una staffetta per il trasferimento temporaneo di circa 120 cani dalla struttura di via San Nicola al canile "Rifugio di Aura" di proprietà dell'associazione Nuova Lara che da anni si occupa anche della gestione del sanitario dove, da undici mesi, si è creata una situazione a dir poco insostenibile in seguito al sequestro del canile "Lovely", fino allo scorso anno convenzionato con il Comune di Lecce.

Da allora, l'impossibilità di trasferire altri animali oltre a quelli presenti, ha prodotto un sovraffollamento nel sanitario che, se per legge non potrebbe ospitare più di 40 cani, e per massimo 60 giorni, si è ritrovato ad averne anche più di 150, come hanno avuto modo di constatare un mese addietro gli agenti della forestale durante il sopralluogo, prendendo anche atto di come alcuni esemplari vivessero lì da anni. La nuova destinazione è come un hotel a quattro stelle per chi proviene da un campo di prigionia, dove solo l'umanità dei volontari lascia passare un filo di speranza: l'associazione Nuova Lara, che gode dell'accreditamento regionale, nel suo rifugio ha predisposto box adeguati, impianti moderni e ampi spazi per le sgambature.  

Il provvedimento del gip contiene passaggi di un certo peso: "Nonostante i vari solleciti della Asl nel corso degli anni, l'amministrazione comunale non solo non ha provveduto a imporre una gestione del canile secondo i criteri previsti dalla normativa di settore, ma ha anche omesso di effettuare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria necessari perché la struttura diventasse fatiscente e persino pericolosa sia per gli animali che per il personale. Al riguardo è sufficiente richiamare la recente nota del 5 febbraio inviata dall'associazione Nuova Lara e le varie segnalazioni della Asl già a partire dal lontano 2003, evidentemente mai prese in debita considerazione dai competenti organi del Comune" che, prosegue Cazzella, "avrebbero dovuto senza ritardo adottare per ragioni di igiene, sanità e sicurezza pubblica, al fine di evitare che il canile sanitario di Lecce continuasse ad essere gestito in un contesto di conclamata violazione di legge".

Già la settimana scorsa una trentina di animali avevano preso la via del "Rifugio di Aura"  a causa della demolizione urgente di una tettoia che per loro fungeva da riparo. Inizialmente destinati a Casarano, in seguito ad un accordo in extremis con Nuova Lara, erano stati portati nella struttura dove oggi sono stati raggiunti dai loro compagni. Che - basta vederli saltare nei loro nuovi box - non saprebbero come ringraziare i loro "angeli" volontari. Nonostante il sequestro riguardi tutto il vecchio canile sanitario, resta disponibile l'ambulatorio e ciò che serve per il ricovero di animali che ne avessero bisogno perché il servizio non può essere interrotto. Intanto, la sistemazione trovata oggi resterà valida fino all'aggiudicazione del bando comunale per l'affidamento definitivo.

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