Cronaca

Sequestro di una ragazza con disturbi mentali: 4 condanne e un’assoluzione

Emesso il verdetto sulla vicenda avvenuta nel gennaio del 2018 che vedeva tra gli imputati un’avvocatessa accusata di aver manipolato la malcapitata per ottenere l’amministrazione di sostegno

LECCE - Si è concluso con quattro condanne e un’assoluzione il processo sul sequestro di una ragazza affetta da disturbi mentali avvenuto nel gennaio del 2018.

Queste le condanne inflitte oggi dal giudice Roberto Tanisi: 4 anni e mezzo per l’avvocatessa Gabriella Cassano, 49 anni, di Lecce (a fronte dei 9 anni e 8 mesi invocati dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci) e per il suo compagno Fabio Degli Angeli, 49, di Carmiano (per il quale la richiesta era di 7 anni e 2 mesi); 2 anni e 4 mesi (a fronte dei 3 e 4 mesi chiesti dal pm) per Cosimo Visconti, 75, di Carmiano; 3 anni (su 4 anni e 6 mesi) per Cosimo Filieri, 62 anni, di Veglie. Sono invece cadute tutte le accuse per Domenico Della Porta, 44, di Carmiano, psicologo e cugino di Cassano (per il quale la richiesta era stata di due anni, col beneficio della pena sospesa), che attraverso l’avvocato Romeo Russo è riuscito a dimostrare l’estraneità alle accuse: è stato assolto per non aver commesso il fatto.

I reati contestati, a vario titolo erano di sottrazione, abbandono e circonvenzione di persona incapace, sequestro di persona, false informazioni al pm e tentata estorsione.

Stando alle indagini condotte dalla squadra mobile di Lecce, nel gennaio del 2028, la ragazza sarebbe stata prelevata dal reparto di psichiatria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e condotta prima in una residenza estiva dove sarebbe rimasta da sola per due giorni, al freddo e senza farmaci, e poi trasferita in un’altra abitazione, chiusa a chiave, tenuta in pessime condizioni igieniche e senza poter seguire la terapia. Tutto con l’obiettivo di mettere le mani sull’amministrazione di sostegno.

In particolare, secondo l’accusa, la malcapitata fu condotta da Cassano, Degli Angeli e Visconti, dal nosocomio di Lecce, dove era ricoverata, in un’abitazione estiva a Marittima di Diso.

E’ qui che sarebbe rimasta da sola per due giorni (dal 14 al 16 gennaio) per poi essere trasferita nell’abitazione a Veglie di Filieri, dove avrebbe vissuto per altri nove, in pessime condizioni igieniche e senza la possibilità di uscire se non per essere poi accompagnata da Della Porta presso l’Hotel Tiziano, dove Cassano l’avrebbe portata davanti al giudice tutelare di Lecce per discutere l’istanza di revoca/modifica di amministratore di sostegno.

Questa richiesta, secondo gli accertamenti degli inquirenti, sarebbe stata “manipolata” dall’avvocatessa e Degli Angeli: i due, approfittando della debolezza della giovane affetta da disturbi mentali (da qui, l’accusa di circonvenzione di incapace) l’avrebbero convinta che l’amministratore di sostegno non si curasse di lei, inducendola così a sostituirla con Cassano. Questa e Filieri, inoltre, sono accusati anche di false informazioni al pubblico ministero, perché avrebbero indottrinato la malcapitata sulla versione da fornire al magistrato, nello specifico che si era allontanata da sola dall’ospedale e di non fare nomi altrimenti “sarebbero andati tutti in galera”.

Il legale, dal banco degli imputati rispondeva anche di tentata estorsione perché avrebbe chiesto un’ingente somma di denaro, a titolo di pagamento della propria parcella per i servizi legali resi, al padre della ragazza, prospettandogli in caso contrario di pignorargli la casa e di “farlo finire in prigione per cinque anni”.

La sentenza ha stabilito anche l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni nei riguardi di Cassano, Degli Angeli e Filieri e il risarcimento del danno all’amministratore di sostegno rappresentata dall’avvocato Maurizio Sanasi.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro 90 giorni) gli imputati difesi dagli avvocati Salvatore De Mitri, Luigi Piccinni e Letizia Garrisi valuteranno il ricorso in appello.

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