Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Sequestro di una ragazza con disturbi mentali: chiesti oltre 26 anni di reclusione

Il pm Micucci oggi al termine della requisitoria ha avanzato le richieste di condanna per i cinque imputati coinvolti nella vicenda avvenuta nel gennaio 2018. La sentenza è attesa per il 14 maggio

LECCE - La sentenza nel processo sul sequestro di una ragazza affetta da disturbi mentali è attesa per il 14 maggio, ma oggi la Procura ha presentato il conto ai cinque imputati che avrebbero avuto un ruolo nella vicenda avvenuta nel gennaio del 2018.

Queste le condanne invocate dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, il magistrato che coordinò le indagini svolte dalla squadra mobile di Lecce: 9 anni e 8 mesi per l’avvocatessa Gabriella Cassano, 49 anni, di Lecce; 7 anni e 2 mesi per il suo compagno Fabio Degli Angeli, 49, di Carmiano; 3 anni e 4 mesi per Cosimo Visconti, 75, di Carmiano; 4 anni e 6 mesi per Cosimo Filieri, 62 anni, di Veglie; 2 anni (con la concessione della pena sospesa e revoca della misura) per Domenico Della Porta, 44, di Carmiano, psicologo e cugino di Cassano.

I reati contestati, a vario titolo, sono di sottrazione, abbandono e circonvenzione di persona incapace, sequestro di persona, false informazioni al pm e tentata estorsione.

Stando all’accusa, la ragazza sarebbe stata prelevata dal reparto di psichiatria dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce e condotta prima in una residenza estiva dove sarebbe rimasta da sola per due giorni, al freddo e senza farmaci, e poi trasferita in un’altra abitazione, chiusa a chiave, tenuta in pessime condizioni igieniche e senza poter seguire la terapia. Tutto con l’obiettivo di mettere le mani sull’amministrazione di sostegno.

In particolare, secondo le indagini, la malcapitata fu condotta da Cassano, Degli Angeli e Visconti, dal nosocomio di Lecce, dove era ricoverata, in un’abitazione estiva a Marittima di Diso.

E’ qui che sarebbe rimasta da sola per due giorni (dal 14 al 16 gennaio) per poi essere trasferita nell’abitazione a Veglie di Filieri, dove avrebbe vissuto per altri nove, in pessime condizioni igieniche e senza la possibilità di uscire se non per essere poi accompagnata da Della Porta presso l’Hotel Tiziano, dove Cassano l’avrebbe portata davanti al giudice tutelare di Lecce per discutere l’istanza di revoca/modifica di amministratore di sostegno.

Questa richiesta, secondo gli accertamenti degli inquirenti, sarebbe stata “manipolata” dall’avvocatessa e Degli Angeli: i due, approfittando della debolezza della giovane affetta da disturbi mentali (da qui, l’accusa di circonvenzione di incapace) l’avrebbero convinta che l’amministratore di sostegno, l’avvocato Maria Grazia Iovino, non si curasse di lei, inducendola così a sostituirla con Cassano. Questa e Filieri, inoltre, sono accusati anche di false informazioni al pubblico ministero, perché avrebbero indottrinato la malcapitata sulla versione da fornire al magistrato, nello specifico che si era allontanata da sola dall’ospedale e di non fare nomi altrimenti “sarebbero andati tutti in galera”.

Il legale, dal banco degli imputati risponde anche di tentata estorsione perché avrebbe chiesto un’ingente somma di denaro, a titolo di pagamento della propria parcella per i servizi legali resi, al padre della ragazza, prospettandogli in caso contrario di pignorargli la casa e di “farlo finire in prigione per cinque anni”.

Nelle prossime udienze, il 30 aprile e il 14 maggio, prenderanno la parola gli avvocati difensori Salvatore De Mitri, Romeo Russo, Luigi Piccinni e Letizia Garrisi, al termine delle quali, salvo imprevisti, il giudice Roberto Tanisi emetterà il verdetto.

Sono parti civili nel processo, l’amministratore di sostegno Maria Grazia Iovino, con l’avvocato Maurizio Sanasi, e il padre della ragazza con l’avvocato Arturo Balzani.

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