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Cassonetto “esplosivo”: 20 chili di fuochi pirici pericolosi, scatta il sequestro

Il ritrovamento nell'area mercatale di Otranto. Alcuni operatori ecologici hanno chiamato la polizia. Zona transennata e invio da Lecce di un artificiere. La maggior parte erano di categoria F4

OTRANTO – Oltre 300 pezzi dai nomi fantasiosi e, in qualche caso, inquietanti. Giusto qualcuno, per farsi un’idea: Scarface, Rambo III, Escobar, Terremoto, Piranha, Corleone e chi più ne ha, più ne metta. Sono i fuochi pirotecnici trovati questa mattina a Otranto. La maggior parte dei quali, in caso di accensione, destinata a provocare botti notevoli, visto che di categoria F4, la più pericolosa.

Sono gli artifici di tipo professionale, per i quali occorrono mani esperte e licenze. Circa 20 chilogrammi di materiale stipato in un’anonima scatola di cartone. Qualcuno se n’è disfatto, in un momento imprecisato, usando un comune cassonetto dei rifiuti, nei pressi dell’area mercatale di via Calamuri, nelle vicinanze del porto. Non senza seri rischi. Immaginarsi il botto se qualche fiamma libera fosse stata avvicinata anche solo inavvertitamente.  

La scatola era in parte aperta e dalla fessura si intravedevano i candelotti. E alcuni operatori ecologici, che questa mattina si trovavano al lavoro proprio in quell’area, hanno subito avvisato il commissariato di polizia idruntino. Gli agenti hanno così transennato il punto del ritrovamento e, constatata la presenza del materiale pirotecnico, hanno richiesto l’intervento di esperti.

Da Lecce è stato inviato un artificiere del nucleo carabinieri che ha ispezionato il pacco e svolto un inventario per ogni singolo pezzo. Come detto, i più erano fuochi di categoria F4, ma altri diciannove pezzi sono risultati privi di classificazione ed etichetta. È quindi scattato il sequestro a carico di ignoti. Il materiale non classificato sarà distrutto dal nucleo artificieri, mentre il resto è stato affidato in custodia giudiziale a una ditta che tratta giochi pirotecnici.

Sebbene non vi sia al momento alcuna prova tangibile per collegare in maniera diretta i due casi, la vicenda di questa mattina ha suscitato un certo clamore, nella Città dei Martiri, perché si tratta del secondo sequestro di materiale simile nello stretto giro di tre giorni. La mattina del 12 gennaio è addirittura scattato l’arresto per un ristoratore locale, che custodiva in casa 4 chilogrammi di fuochi pirici. Una storia, quella, per la quale sono in corso ulteriori accertamenti. Ed è anche possibile che altri, intimoriti proprio da quell'episodio e dal blitz della polizia, avendo in casa fuochi artificiali non di libera vendita, abbiano deciso di "smaltirli" in questo modo.

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