Sequestro non convalidato, rimossi i sigilli alla discoteca Quartiere Latino

La decisione giunta ieri dal gip Giulia Proto. I legali della società della discoteca hanno contestato un errore interpretativo: "Agibilità e Scia sono valide"

LECCE - Sequestro non convalidato e sigilli rimossi dal commissariato di polizia di Gallipoli, che li aveva apposti alcuni giorni addietro sulla storica discoteca Quartiere Latino di Sannicola, sulla strada provinciale 71 per Gallipoli. Così ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Giulia Proto nell’udienza di ieri. Accolte, dunque, le tesi difensive degli avvocati Biagio Palamà e Giuseppe Mormandi, per conto della società gestita da Vita Mirella Catamo, di Scorrano.

La vicenda verteva sulla presunta assenza di agibilità. Secondo gli accertamenti del commissariato, la discoteca avrebbe basato la propria documentazione amministrativa su una Scia, ritenuta inidonea per l’attività di discoteca, e su un verbale di commissione di vigilanza dei primi anni ’90, anche questo, dunque, ritenuto privo di validità. Il Comune di Sannicola, in attesa di tutte le verifiche, aveva emesso una prima ordinanza di sospensione delle autorizzazioni e una seconda di divieto di utilizzo dell’intera struttura, dato che le serate danzanti erano comunque andate avanti. Ma, secondo i legali alla base di tutto vi sarebbe stato un errore interpretativo.

Gli avvocati hanno rilevato, nelle loro memorie, come la discoteca sia attiva fin da 1987 senza che abbia mai subito provvedimenti di alcuna natura. E il rinnovo annuale della licenza di pubblico trattenimento è sempre stato ottenuto senza alcun problema. L’ultimo, risale all’8 agosto del 2019, rilasciato dal responsabile del Suap (Sportello unico per le attività produttive) del Comune di Sannicola. E così, la richiesta di rinnovo della licenza è stata avanzata anche per quest’anno, spiegano gli avvocati, avanzando le comunicazioni di inizio attività (la Scia).

Circa idoneità e agibilità, è stato ancora riportato nelle memorie, la Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo ha rinnovato il parere favorevole il 4 agosto del 1994. Un’agibilità, secondo quanto contestato rispetto alle accuse, tuttora valida. Nel corso degli anni, infatti, la struttura e gli impianti non hanno subito modifiche, se non per interventi successivi di manutenzione e aggiornamento ai fini della sicurezza, protezione attiva, efficienza e funzionalità, sia in ottemperanza a quanto stabilito allora dalla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, sia in adeguamento alle normative succedutesi nel tempo.

Ecco perché, hanno puntualizzato gli avvocati Palamà e Mormandi, se l’agibilità del 1994 non fosse stata valida il responsabile dell’ufficio comunale preposto, avrebbe mai potuto rilasciare la licenza del 4 agosto 2019? Stesso dicasi per il Comando provinciale dei vigili del fuoco: avrebbe mai rinnovato l’attestazione di conformità antincendio in corso di validità, se l’immobile che ospita la discoteca non avesse posseduto il requisito propedeutico dell’agibilità?

Il rinnovo dell’attestazione di conformità antincendio, peraltro, hanno aggiunto i difensori della società proprietaria, è stato rilasciato nel 2019 e ha la durata di anni cinque e la verifica delle condizioni di sicurezza è stata disposta su iniziativa dello stesso Comando provinciale dei vigili del fuoco. E in ogni caso, si è fatto notare, vige il principio incontrovertibile, dettato sul punto da giurisprudenza consolidata, che il parere reso dalla Commissione di vigilanza, ai sensi dell’articolo 80 del Tulps, non abbia scadenza.

Il sequestro è stato disposto poiché lo Sportello unico per attività produttive, il 17 luglio scorso, ha sospeso la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) sostenendo che, “ai sensi dell’articolo 80 del Tulps per il rilascio della relativa licenza occorre presentare domanda, completa della necessaria documentazione progettuale e tecnica perla verifica della conformità del locale alla vigente normativa di sicurezza, da sottoporre all’esame della commissione di vigilanza che dovrà esprimersi per il rinnovo del parere di competenza”. Di conseguenza, il sindaco, il 30 luglio, ha emesso l’ordinanza urgente. Ma, ribadiscono gli avvocati, la “verifica della conformità del locale”, a cui si fa riferimento, altro non è che l’agibilità di cui la società è in possesso e in vigore dal 1994.

La società, il 20 luglio, ha inviato al Suap l’asseverazione ai fini della attestazione di non modifica della struttura e degli impianti operanti presso la discoteca Quartiere Latino, redatta dall’ingegner Uriele Urso dell’Ordine degli ingegneri di Lecce. E la società è in possesso di queste autorizzazioni: le attestazioni di conformità antincendio e le relative dichiarazioni del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Lecce, la dichiarazione di agibilità redatta e asseverata dall’ingegner Alessio Filieri dell’Ordine degli ingegneri di Lecce del 3 agosto 2016; la valutazione di impatto acustico ambientale redatta e asseverata dall’ingegner Pietro Traldi dell’Ordine degli Ingegneri di Lecce il 26 giugno 2020; la dichiarazione di effettuazione attività Siae del 26 giugno 2020; il Registro antincendio redatto e aggiornato dalla società Infortunistica Salentina al 10 luglio 2020.

Ancora: la dichiarazione avente valore di certificazione sostitutiva della Ditta Elettromeccanica Sud di Lecce del 10 luglio 2020; la Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico/elettronico alla regola d’arte dell’11 luglio 2020 a firma della Ditta “Giannotta Elettroimpianti” di Parabita; il certificato di avvenuta sanificazione da parte della ditta Colservice del 9 luglio 2020, oltre che da quant’altro prodotto e depositato e versato in atti al protocollo Suap comunale con riferimento a due pratiche.

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Per gli avvocati, il sequestro si è fondato sulla convinzione che il parere favorevole all’idoneità e agibilità espresso dalla Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo del 4 agosto 1994, non fosse stato rinnovato e quindi da ritenersi scaduto. Un’interpretazione, dunque, attribuita all’ufficio comunale, non preceduta da formale revoca dell’agibilità o da una contestazione della sua inidoneità al rinnovo dell’annuale licenza. Una vicenda non destinata a finire qui, ma a trascinarsi ancora nelle aule giudiziarie, a quanto sembra, perché per il “cambio di orientamento” la società che gestisce il Quartiere Latino lamenta a un grave danno economico, viste le somme di denaro investite per la stagione estiva. Intanto, i sigilli sono stati rimossi.

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