Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Macchia mediterranea deturpata per far posto al parcheggi: scattano sigilli

Dopo i controlli del personale della capitaneria disposto il sequestro della procura su un’area di 7mila metri quadri utilizzata come parcheggio a Porto Cesareo

I militari della guardia costiera sul posto

PORTO CESAREO – Ancora controlli e sigilli della capitaneria di porto stavolta su un’area di circa 7mila metri quadri utilizzata per realizzare un parcheggio. Il tutto con la macchia mediterranea schiacciata dal passaggio di autovetture, tagliata e persino incendiata per favorire la creazione dei posti auto, e l’apertura di passaggi attraverso le dune per consentire il comodo transito di turisti dal parcheggio ad un noto stabilimento balneare adiacente all’area interessata dai controlli. Questa è la situazione di fatto che i militari della guardia costiera di Gallipoli hanno accertato nel corso di un sopralluogo effettuato a Porto Cesareo, in località Torre Chianca, dove un’area di circa settemila metri quadrati era stata adibita a parcheggio di autoveicoli e, secondo quanto verificato e verbalizzato dai militari, in assenza di qualsiasi titolo abilitativo.

Secondo le accuse i gestori dell’attività della sosta, al fine di rendere l’area idonea e più funzionale a ricevere il maggior numero di auto possibile, hanno inevitabilmente deturpato i luoghi sottoposti a vincoli paesaggistici, danneggiando l’habitat naturale esistente mediante l’estirpazione della vegetazione, modificandone la morfologia della duna ed impermeabilizzando il terreno con interventi di natura edilizia. Fondamentale nel comparare il paesaggio naturale preesistente nella zona, ed oggi quasi del tutto eliminato, è stato  il raffronto dell’attuale stato dei luoghi con le aerofotogrammetrie scattate con cadenza annuale dai velivoli del corpo delle capitanerie di porto nell’attività specifica svolta a tutela dell’ambiente e dell’ecosistema marino. Lungo l’area perimetrale del parcheggio e sparsi sulle dune sono stati inoltre individuati rifiuti di varia natura. L’intera area su disposizione della Procura è stata posta sotto sequestro. 

Per i gestori dell’area sono scattate le segnalazioni all’autorità giudiziaria con l’accusa di aver operato in assenza di permesso di costruire, di autorizzazione paesaggistica, di valutazione di incidenza ambientale e di nulla osta in ordine al vincolo geologico presente in quell’area. Agli stessi è stato inoltre contestato il reato di distruzione o deturpamento di bellezze naturali.

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