Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Per l’impero milionario dell’autodemolitore arriva la confisca della Dia

Il provvedimento segue il sequestro preventivo del patrimonio riconducibile al 53enne Agostino Marzo, di San Donato di Lecce, effettuato a marzo. Gli investigatori rilevarono una sproporzione di circa sei milioni di euro rispetto a quanto dichiarato

Il deposito di autodemolizioni di San Donato di Lecce fotografato dall'alto.

SAN DONATO DI LECCE – Dopo il sequestro preventivo, la confisca. Il provvedimento eseguito nelle ultime dalla Direzione investigativa antimafia di Lecce aggredisce il patrimonio di Agostino Marzo, 53enne di San Donato di Lecce, e segue il sequestro disposto dal Tribunale del capoluogo salentino che nel marzo scorso ha accolto la richiesta avanzata dal procuratore della Repubblica, Cataldo Motta.

Le indagini condotte dalla sezione operativa di Lecce della Dia consentirono di accertare una sproporzione di circa sei milioni di euro tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile a Marzo, stimato in 15 milioni di euro, nel periodo compreso tra il 1985 e il 2012. A metà aprile si è avuta la convalida del sequestro preventivo.

L’insieme di beni, mobili e immobili, confiscati al 53enne - già noto alle forze dell’ordine per detenzione illegale di armi e munizioni, furto, ricettazione e violazione delle norme in materia di tutela ambientale - comprende tre società ad una ditta individuale che si occupano di autodemolizioni; un opificio, costituito da tre capannoni industriali, officine ed appartamenti, che insiste su una superficie di cinque ettari; una villa di 340 metri quadrati con piscina; una casa colonica costruita su un lotto di terreno di 9mila metri quadrati. Nel 2009 una parte dell’immenso deposito - gli investigatori vi hanno trovato circa 50mila carcasse di auto - fu colpito da un incendio.

Nella disponibilità di Marzo anche un impianto sportivo costituito da un campo di calcio con tribune e gradinate annesse, una pista per l’atletica leggera, un campo da tennis, una palestra, gli spogliatoio e il bar; una masseria edificata su un fondo rustico di 8 ettari; un appartamento, un capannone deposito, aree edificabili e numerosi fondi agricoli per complessivi 4 ettari; conti correnti bancari e postali e buoni del tesoro poliennali per un totale di 4milioni e mezzo di euro. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Per l’impero milionario dell’autodemolitore arriva la confisca della Dia

LeccePrima è in caricamento