Reti abusive nel prestigioso sito naturalistico: scatta maxi sequestro

Sono circa 200 i metri di rete recuperati a Castro, nei pressi della Grotta della Zinzulusa, dalla guardia costiera

Il sequestro della guardia costiera.

CASTRO – Reti abusive nell’area della Grotta della Zinzulusa: scattano i sequestri. Prosegue l’attività di contrasto alla pesca illegale da parte della guardia costiera Otranto. Alle prime ore del giorno, durante un’attività di monitoraggio delle acque a Castro, i militari hanno infatti rinvenuto attrezzature. Delle reti da pesca, piazzate abusivamente nelle vicinanze del prestigioso sito. In tutto sono stati sequestrati circa 200 metri di materiale, un notevole pericolo per la sicurezza della navigazione, perché reti non segnalate e meticolosamente occultate, ma che costituiscono anche un rischio al delicato equilibrio dell’ecosistema marino. Un capo della rete era stato infatti vincolato al costone roccioso. Il prodotto ittico, un volta recuperato, essendo ancora vivo, è stato immediatamente rigettato in acqua.foto 2-19-4

Il sospetto è che la rete fosse stata posizionata da pescatori di frodo per destinare il pesce alla vendita sottobanco sul mercato nero, compromettendo quindi anche l’economia di quanti, giornalmente, lavorano nel rispetto della normativa in vigore sia a difesa dello stock ittico, sia a difesa dell’ambiente. Sono in corso le relative indagini per risalire ai responsabili che, con il loro comportamento, hanno tentato di compromettere la diversità biologica tutelata. L’operazione, nel solco di una attività di contrasto alla pesca illegale abusiva che dall’inizio dell’anno ha portato a sanzioni amministrative per un totale di 14mila euro e al sequestro dei relativi attrezzi da pesca e prodotto ittico per un totale di oltre un quintale.

Sotto il coordinamento della capitaneria di Porto di Gallipoli, i controlli in mare e sul litorale sono stati intensificati per conservare le risorse ittiche e l’ambiente marino. I militari invitano tutti i consumatori ad acquistare prodotti ittici di cui sia certificata la tracciabilità e per la quale sia comprensibile l’etichetta. Comprare da venditori non autorizzati implica forti rischi per la salute umana, alimentando quindi il mercato nero degli abusivi che in spregio a qualsiasi forma di regolamentazione distruggono i nostri mari.

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